Sanità - 15 maggio 2016, 07:00

Chewingum e igiene orale ...servono davvero?

Parleremo dell’influenza dei chewingum senza zucchero nel contrastare la carie

Chewingum e igiene orale ...servono davvero?

Cari Lettori, questa settimana faremo un po’ i “mythbusters”, cercando di capire se certi messaggi pubblicitari possano avere un fondo di verità.

Parleremo dell’influenza dei chewingum senza zucchero nel contrastare la carie.

Abbiamo già chiarito, in precedenti articoli, che la carie è una malattia multifattoriale (cioè diversi fattori contribuiscono al suo sviluppo) ma che, alla base, c’è un’azione batterica. Determinati microbi, “digerendo” gli zuccheri presenti nei residui di cibo che rimangono “incastrati” tra i nostri denti, producono degli acidi che vanno a “sciogliere” (si dice “demineralizzare” lo smalto dei nostri denti. Non a caso le carie si sviluppano principalmente nei solchi profondi della parte masticante dei nostri denti e negli spazi fra un dente e l’altro, cioè nei punti in cui i residui di cibo hanno maggiore possibilità di “attaccarsi”.

Già pochi minuti dopo che abbiamo mangiato, soprattutto se si trattava di cibi contenenti zucchero o di carboidrati (che diventano rapidamente zuccheri) l’azione dei batteri (che “vivono” normalmente nella nostra bocca) inizia a produrre acidi. La natura, parzialmente, ci protegge attraverso la produzione di saliva (che diluisce gli acidi rendendoli meno dannosi), ma negli spazi tra i denti questa azione risulta ridotta, quindi si formano le carie. Se poi abbiamo la cattiva idea di mangiare dolciumi e andare subito a dormire (pessima abitudine data a certi bambini) avremo i danni maggiori poiché nel sonno la saliva non viene prodotta; si tratta della cosiddetta “carie da biberon”, che causa a questi bambini danni gravi che potrebbero compromettere il loro sorriso per sempre (anche se si tratta di dentini da latte, la loro perdita precoce influisce negativamente sulla posizione dei denti definitivi…).

Concludendo: i residui di cibo, che alimentano i batteri, sono il problema. La soluzione è rimuoverli prima che i batteri inizino a trasformarli; questo è la ragione per cui è consigliabile lavarsi i denti subito dopo mangiato. Se questa azione meccanica di rimozione della placca con spazzolino e filo interdentale non può essere svolta, aiutare l’azione naturale di diluizione degli acidi attraverso la saliva può aiutarci. Quindi masticare qualcosa, che dà lo stimolo a produrre saliva, contribuisce a contrastare la carie. Ovviamente non deve essere qualcosa che apporti altri zuccheri, altrimenti il processo di produzione degli acidi continua. Inoltre l’azione meccanica di masticare certi cibi contribuisce a staccare, in parte, i residui alimentari, almeno dalle zone più esposte del dente.

Quali sono questi cibi “utili” a rimuovere la placca? Soprattutto le verdure crude (carote, sedano, finocchio…) poiché non apportano zuccheri e stimolano la salivazione staccando anche la placca dalle zone dei denti su cui agiscono meccanicamente.

Bene, direte, ma non dovevi parlare di chewingum? Si, avete ragione, ci arrivo: è facile capire che anche le verdure fresche non sono sempre a portata di mano, per cui aprire una scatoletta e prendere un chewingum (naturalmente senza zucchero, altrimenti ricadiamo nel problema precedente…) è più semplice. L’azione di stimolazione della salivazione c’è, e anche un po’ di azione meccanica. Come diceva un saggio in un film “piuttosto che niente è meglio piuttosto…” quindi avvaliamoci di tutti gli espedienti che possono aiutarci, naturalmente leggendo bene le etichette per evitare di assumere quantitativi eccessivi di alcune sostanze che sono da molti indicate come potenzialmente dannose….

Allora, cosa ci consigli di fare? (direte voi…). Questa la mia opinione:

in fondo tenersi in tasca uno spazzolino da viaggio non è poi questo gran peso… e i benefici che ne derivano giustificano “lo sforzo”… Qualche volta usare un espediente può essere giustificabile, ma le buone abitudini sono quelle che ci premiano maggiormente, quindi SPAZZOLIAMO!

 

Buona settimana a tutti

Attilio Venerucci

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