Politica - 23 maggio 2016, 09:32

Elezioni Stellanello: il candidato Marco Ferriero scrive al Prefetto " Cavallo e Laureri potrebbero essere incompatibili per il loto ruolo nella Pro Loco

Ferriero "Si tratta di una situazione di "conflitto o di contrasto" che altera la capacità decisionale, verso una qualsiasi utilità, diretta o indiretta, che si possa ricavare partecipando al procedimento amministrativo"

Elezioni Stellanello: il candidato Marco Ferriero scrive al Prefetto " Cavallo e Laureri potrebbero essere incompatibili per il loto  ruolo nella Pro Loco

Anche nei piccoli comuni la campagna elettorale è importante e particolarmente sentita, ec ecco che si manifesta lo spettro di una incompatibilità per le elezioni nel comune di Stellanello.

Ad effettuare la segnalazione Marco Ferriero, candidato Sindaco a Stellanello per la lista Amministrazione Libera che scrive una lettera aperta al Prefetto rappresentando come Claudio Cavallo potrebbe presentare dei profili di incompatibilità.

"Egregio Sig. Prefetto,
io sottoscritto Marco Ferriero, candidato Sindaco a Stellanello per la lista Amministrazione Libera, con la presente tengo a segnalarle una possibile situazione di incompatibilità sulla eventuale elezione a Sindaco a Stellanello del Sig. Cavallo Claudio.
Il Sig. Claudio Cavallo candidato Sindaco a Stellanelo è, contestualmente, Vice Presidente della Pro loco di Stelianello, secondo quanto riportato nel sito internet della stessa Pro Loco"
.

La Pro Loco è un'associazione non a scopo di lucro, Apolitica, ed ha finalità e compiti istituzionali stabiliti dal proprio statuto; compiti dei quali si allega un fac-simile tratto da U.N.P.L.I. in quanto lo Statuto della Pro Loco di Stelianello non è disponibile sul sito internet (e neppure in Municipio).


Il Candidato Sindaco Claudio Cavallo, oltre ad aver copiato parte dei compiti istituzionali delle Pro Loco (di cui si allega fac-simile) nel programma amministrativo della lista Vai Merula per Passione ha riportato testualmente:
'Instaurare una collaborazione concreta con la Pro Loco, che da tanti anni rappresenta la più importante realtà di promozione locale"
Le Pro Loco pur essendo associazioni non a scopo di lucro, per perseguire i propri fini
istituzionali, in caso di particolari necessità, possono anche assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo di terzi e/o degli stessi associati (tutti), ivi incluso Vice Presidente e Consiglieri del Direttivo (come riportato nel paragrafo 5 fac-simile U.N.P.L.I. dello statuto delle Pro Loco allegato).


Per quanto sopra, le Pro Loco, pur essendo associazioni non a scopo di lucro, per perseguire le proprie finalità di istituto, in alcuni casi, sono portatrici sane di interessi privati di terzi e/o degli stessi associati, ivi incluso Vice Presidente e Membri del Consiglio Direttivo, che vengono eletti fra i soci (ovviamente tutto a norma di legge).


Inoltre sono dotate di autonomia patrimoniale e amministrativa e possono trarre risorse per il proprio funzionamento dai propri associati, dallo Stato, dalle Regioni, da Enti istituzionali Pubblici etc., ma anche e soprattutto dagli Enti Locali, ovvero dai Comuni.


Il candidato Sindaco Claudio Cavallo nel proprio programma amministrativo nel ribadire che porrà in essere tutte le azioni necessarie per "Instaurare una collaborazione concreta con la Pro Loco, che da tanti anni rappresenta la più importante realtà di promozione locale' non ha assolutamente escluso la possibilità di erogare fondi alla Pro Loco di Stellanello dalle casse del comune, per cui tale situazione, oltre a generare un conflitto di interessi tra la carica di Sindaco e la carica di Vice Presidente della Pro Loco, crea una situazione permanente di incompatibilità tra le due cariche rivestite, in quanto il consiglio direttivo della Pro Loco, di cui il Vice Presidente Claudio Cavallo è parte integrante, gestisce i fondi della Pro Loco stessa.


In sintesi: in caso di elezione a Sindaco del Sig. Claudio Cavallo, lo stesso nelle sue funzioni di primo cittadino, può versare contributi alla Pro Loco, associazione Apolitica, di cui però egli stesso è contestualmente amministratore nella qualità di Vice Presidente.


Egregio Sig. Prefetto, le chiedo cortesemente un suo parere sulla correttezza della definizione di conflitto di interessi e imparzialità della pubblica amministrazione che le riporto qui di seguito.


Il conflìtto di interessi, di norma, si presenta quando un soggetto si trova in una situazione di coinvolgimento personale, diretto e/o indiretto che gli impedisce di procedere con imparzialità su una determinata questione, imponendo ad esso un obbligo di astensione alfine di non compromettere la propria azione, assunta in uno stato di disequilibrio decisionale.


Si tratta di una situazione di "conflitto o di contrasto" che altera la capacità decisionale, verso una qualsiasi utilità, diretta o indiretta, che si possa ricavare partecipando al procedimento amministrativo:
la ratio di obbligo di astensione del pubblico funzionario, trova fondamento nel principio costituzionale dell'imparzialità dell'azione amministrativa e trova applicazione ogni qualvolta esista un collegamento tra la determinazione finale e l'interesse del votante o del titolare de/potere decisionale, indipendentemente dell'esito del contenuto provvedimentale.


L'imparzialità dell'azione amministrativa è notoriamente uno dei tre fondamentali pilastri, insieme alla legalità e il buon andamento, sui quali poggia l'intero statuto costituzionale dell'amministrazione italiana, espressione dell'immediata precettività dell'art 97 della Costituzione, quale idonea parametro normativo di valutazione della
legittimità dell'attività amministrativa, trattandosi di una declinazione sul versante ordinamentale del principio di uguaglianza, scolpito dall'art 3 della Carta Fondamentale.


La condotta richiesta in presenza di queste eventualità si traduce nel "dovere di astensione' ossia nella spontanea rinuncia a trattare i casi alfine di non compromettere la loro genuinità da una intrusiva sfera personale che può comprimere le libertà di determinazione imparziale.


I giudici amministrativi si rifanno all'orientamento ,granitico della giurisprudenza amministrativa secondo cui, anche in applicazione delle previsioni di cui all'art 78 del d.lgs 18 agosto 2000 n. 267, l'amministratore pubblico deve astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi suoi o di parenti o affini fino al quarto grado; tale obbligo di allontanamento dalla seduta, in quanto dettato al fine di garantire la trasparenza e bmparzialità dell'azione amministrativa, sorge per il solo fatto che l'amministratore rivesta una posizione
suscettibile di determinare, anche in astratto, un conflitto di interessi, a nulla rilevando che lo specifico fine privato sia stato o meno realizzato e che si sia prodotto o meno un concreto pregiudizio per la pubblica amministrazione.


Inoltre l'obbligo dei pubblici amministratori di astenersi dal votare delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affinifino al quarto grado, non attiene al contenuto intrinseco degli atti impugnati, ma alla sussistenza di un vizio procedurale che, coinvolgendo il funzionamento del consiglio (la sua composizione), interferisce
inevitabilmente con la regolarità della dialettica interna all'organo e, di conseguenza, sulla corretta esplicazione delle prerogative dei consiglieri legittimati a partecipare alla discussione e al voto; e se il vizio del subprocedimento deliberativo discende di per sé dalla sola presenza in assemblea dei consiglieri in conflitto di interesse (in quanto
potenzialmente idonea ad influire sulla altrui libera manifestazione di volontà), a maggior ragione il pregiudizio del mumus degli altri consiglieri si verifica in concreto ogni qual volta i membri incompatibili non soltanto siano stati presenti, ma abbiano altresì espresso voto favorevole alla delibera dalla quale si sarebbero invece dovuti
astenere, che, dunque, è illegittima.


Ed ancora, sul Consigliere o Sindaco in conflitto di interessi grava, oltre all'obbligo di astenersi dal votare, anche quello di allontanarsi dall'aula perché la sola presenza dello stesso può potenzialmente influire sulla libera manifestazione di volontà degli altri membri (fonte Daniela Lo Piccolo - da www.governolocale.net ).


In caso di elezione a Sindaco da parte del Sig. Claudio Cavallo, qualora si dovesse deliberare sull'erogazione di contributi a favore della Pro Loco, la situazione di conflitto di interessi e l'incompatibilità fra le due cariche di Sindaco e Vice Presidente della Pro Loco di Stellanello non cambierebbe neppure se lo stesso Sindaco si astenesse dal voto e uscisse dall'aula perché il programma amministrativo dettato dal Primo Cittadino è, di fatto, l'indirizzo politicoamministrativo di cui egli stesso è fautore e Garante, e impone di "Instaurare una collaborazione concreta con la Pro Loco, che da tanti anni rappresenta la più importante realtà di promozione locale" Di conseguenza la Giunta e i consiglieri di maggioranza agiscono in tal senso, in linea con il programma amministrativo dettato dal Sindaco, anche in assenza dall'aula del Primo Cittadino stesso.


Riepilogando
1. Il Sig. Claudio Cavallo è Vice Presidente della Pro Loco di Stellanello in carica, secondo quanto riportato nel sito internet della Pro Loco e come tale ne gestisce i fondi insieme all'intero direttivo; la Pro Loco è un'associazione non a scopo di lucro, ma in particolari casi è portatrice di interessi di terzi e/o dei soci ordinari, senza esclusione del Vice Presidente in carica.


2. In caso di elezione a Sindaco, il Sig. Claudio Cavallo, in qualità di Primo Cittadino, può erogare soldi alla Pro Loco, gestendoli poi in prima persona come membro del
Consiglio Direttivo.


3. Nei casi sopra indicati dì cui ai punti 1. e 2., l'azione amministrativa del probabile
Sindaco Claudio Cavallo, non garantirebbe trasparenza e imparzialità per il solo fatto
che l'aspirante amministratore rivestirebbe una posizione suscettibile di determinare,
anche in astratto, un conflitto di interessi, a nulla rilevando che lo specifico fine
privato potrebbe essere stato o meno realizzato e che si possa essere prodotto o
meno un concreto pregiudizio per la pubblica amministrazione.


4. In caso di elezioni a Sindaco del Sig. Claudio Cavallo si configurerebbe un chiaro conflitto di interessi, in guanto nella sua funzione di membro del direttivo della
Pro Loco come Vice Presidente, ha redatto un programma amministrativo, di cui
egli stesso è Attore e GARANTE I teso a "instaurare collaborazione concreta con la Pro Loco che da tanti anni rappresenta la più importante realtà di promozione locale' non escludendo l'erogazione di denaro alla stessa associazione dalle casse del
comune.


5. In caso di elezione a Sindaco da parte di Claudio Cavallo, qualora si dovesse deliberare sull'erogazione di contributi a favore della Pro Loco di Stellanello, la situazione di incompatibilità fra le due cariche di Sindaco e Vice Presidente della Pro Loco di Stellanello non cambierebbe neppure se lo stesso Sindaco si astenesse dal voto e si allontanasse dall'aula, perché il programma amministrativo dettato dal Primo Cittadino, è di fatto l'indirizzo politico-amministrativo di cui egli stesso è fautore e Garante, e impone, letteralmente, di "Instaurare una collaborazione concreta con la Pro Loco, che da tanti anni rappresenta la più importante realtà di promozione locale". Di conseguenza, la Giunta e i consiglieri di maggioranza deliberano in linea con il programma amministrativo dettato e ordinato dal Sindaco, anche in assenza dall'aula del Primo Cittadino stesso.


6. Anche in caso di dimissioni dalla carica di Vice Presidente della Pro Loco da parte del Sig. Claudio Cavallo (pre o post elezioni a Sindaco), rimarrebbe in capo allo stesso candidato la situazione di incompatibilità con la carica di Sindaco, perché verrebbe a mancare totalmente il principio di imparzialità che è uno dei pilastri
fondamentali del pubblico amministratore.


Egregio Sig. Prefetto,
vorrei farle presente un'altra situazione di probabile conflitto di interessi e di probabile incompatibilità con la carica di Sindaco per le elezioni del 5 giugno a Stellanello.
Dalla stampa del sito internet in allegato alla presente, nel direttivo della Pro Loco di Stellanello compare il nome del Consigliere Silvano Laureri.
Salvo errori di omonimia, si tratterebbe della stessa persona, ovvero del Sig. GIUSEPPE SILVANO LAURERI, che è candidato Sindaco per la lista civica "Per Stellanello
".


Quindi avremo due membri del Consiglio Direttivo della Pro Loco di Stellanello candidati a Sindaco, di cui uno farà il Sindaco e l'altro farà il consigliere di minoranza.


Chi dei due si opporrà all'erogazione dei fondi alla Pro Loco di Stellanello dalle casse del comune quando si dovrà deliberare in tal senso, considerato che poi sarebbero entrambi a gestire quei fondi come membri del consiglio direttivo della Pro Loco di Stellanello?


Su 3 candidati Sindaci a Stellanello, ad esclusione del Sottoscritto Marco Ferriero, due
potrebbero essere in conflitto di interessi e incompatibili con la carica a Sindaco per il loro ruolo di membri del direttivo della Pro Loco di Stellanello?



E' una coincidenza che due membri del direttivo della Pro Loco di Stellanello si candidino a Sindaco sempre per lo stesso comune di Stellanello?


Egregio Sig. Prefetto
essendo totalmente inesperto e incompetente in materia giuridica, quanto sopra riportato sarà sicuramente completamente errato e giuridicamente infondato. ma avendo avuto dei dubbi, mi rivolgo a Lei per avere un suo parere giuridico in merito, e qualora non fosse totalmente infondato, per sapere se ci sono in essere i presupposti per un commissariamento del Comune di Stellanello in caso di vittoria del Candidato Sindaco Sig. Claudio Cavallo della lista "Stellanello - Passione VALMERULA", o in caso di vittoria alle elezioni del Sig. Giuseppe Silvano Laureri della Lista Civica "Per Stellanello".
In attesa di un cortese riscontro, colgo l'occasione per porgerLe i più cordiali saluti.

M.C.

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