Si terrà domani il secondo incontro in Regione durante il quale i sindacati saranno ricevuti dall'Assessore Regionale alla Sanità Sonia Viale per discutere l'ultima fase di definizione della procedura di licenziamento collettivo.
Prima di arrivare a tale punto, però, i sindacati chiederanno risposte – ad oggi non pervenute nonostante una lettera inviata lo scorso 17 giugno – circa la possibilità, per i 53 dipendenti, di beneficiare degli ammortizzatori sociali.
Non c'è chiarezza, infatti, neppure su questo punto e se, ad oggi si parla di un bando che dovrebbe uscire a breve, nel quale dovrebbe essere inserita una clausola sociale per il reinserimento dei lavoratori con una attività che (sempre) dovrebbe riprendere ad ottobre, nella realtà l'unica cosa certa è la fine del contratto prevista il 31 luglio ed il contestuale licenziamento collettivo.
Affermano fausto Dabove e Giancarlo Bellini “A dicembre avevamo fatto solo due richieste alla Regione, che i lavoratori fossero tutelati e che fosse garantita la continuità del servizio. Ad oggi nessuna delle due cose è stata garantita”.
“L'attività cesserà il 31 luglio e i lavoratori verranno licenziati sperando poi che venga inserita una clausola sociale per il loro reinserimento all'interno del bando che dovrà uscire”continuano.
Il problema è, però, che una volta licenziati e persa la continuità del servizio potrebbe essere ancora più difficile una garanzia di tutela dei lavoratori e se la clausola sociale fosse davvero inserita, comunque bisognerebbe capirne le modalità di inserimento ed i contenuti per capire se potrebbe offrire una reale tutela ai dipendenti.
“Di certo oggi c'è solo il licenziamento- affermano i sindacalisti – la Regione durante lo scorso incontro ha riferito che l'azienda non ha fatto richiesta per ammortizzatori sociali, l'azienda di contro pare affermare che non ci sarebbero stati i modi di ottenerli. Di contro resta solo una mancata tutela dei lavoratori che percepiranno la disoccupazione (che non è un ammortizzatore sociale) ma che non saranno legati in alcun modo al loro posto di lavoro”.
Concludono “Domani speriamo di ottenere finalmente risposte chiare almeno su questi punti e sulla tutela dei lavoratori. Non ci competono ne interessano valutazioni politiche e crediamo che le responsabilità in questa vicenda siano diffuse, ma la responsabilità della Regione oggi è quella di non aver fatto nulla per trovare il modo di continuare un servizio e garantire 53 posti di lavoro”.





