Ad Alassio si torna a parlare dell'Asilo Comunale Piccolo Principe e lo si fa in occasione della pronuncia del Tar chiamato a risolvere una vertenza che era cominciata già nel 2010 e che, se sembrava risolta attraverso un accordo transattivo tra Comune e privato, a quanto pare un cambio di direzione da parte del comune ha portato la questione nuovamente davanti al Giudice.
Ma entrando nel merito occorre fare un salto indietro nel tempo al 2010 quando il Comune aveva deciso di allargare l'asilo comunale.
Da qui l’inizio della controversia tra Comune e i proprietari dell’edificio adiacente alla struttura che si erano opposti all’esecuzione dei lavori denunciando il mancato rispetto delle distanze legali tra gli edifici.
Una lunga querelle terminata, nel 2011 con un accordo nel quale era stabilito che l’asilo poteva essere ampliano ma non sopraelevato salvo , però, il successivo ripensamento da parte dell'amministrazione Canepa che ha riaperto la questione.
Sul punto si pronuncia il consigliere di minoranza Angelo Galtieri “Il concordato prevedeva l'eliminazione del secondo piano dell'ampliamento e la finitura dello stesso a terrazza non accessibile. A primavera 2013 inoltrata si insedia la nuova amministrazione guidata dal neo sindaco Enzo Canepa che riattiva il contenzioso con la proprietà del villino attiguo l'asilo Piccolo Principe”
Continua Galtieri “Il consulente legale incaricato di redigere il parere legale sulla ammissibilità di un eventuale ricorso, elegantemente si defila, lasciando all'avvocatura comunale il compito di eventualmente rappresentare l'Ente comunale in giudizio al Tar.”
Ed ecco la pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria che annulla gli atti impugnati e accerta l'inadempimento (da parte del Comune) all'accordo stipulato fra le parti in data 14/02/2012 e condanna parte resistente (Comune) al relativo adempimento.
Condanna parte resistente al pagamento delle spese di lite in favore di parte ricorrente, liquidate in complessivi euro 3.000 (tremila/00), oltre accessori dovuti per legge.
Nuovo stop dunque ai lavori di sopraelevazione dell’asilo comunale che porta il consigliere di minoranza Galtieri ad alcune pungenti considerazioni “Anche il Tar, dove solitamente nei giudizi le spese vengono compensate, ovvero ciascuno si paga il suo, specie se vi è coinvolto un Ente pubblico, come nel nostro caso, raramente, ma questo è il caso, ha addebitato le spese di giudizio proprio in capo al Comune, quasi a voler rafforzare la sentenza, mentre normalmente si parla di Ordinanza, in questo ricorso promosso dall'Ente comunale in maniera inopportuna.”
Continua Galtieri “ Curioso, poi, il fatto che questa amministrazione che ha portato in Consiglio comunale la proposta transattiva sul nuovo Stadio Ferrando per un valore di oltre 4 milioni di euro, ricorra invece contro un atto transattivo dell'Ente stesso, proposto a suo tempo dall'ex amministrazione Avogadro per un valore di 174 mila euro, adducendo (deliberazione di Giunta n.73 del 20/03/201 la seguente motivazione: “All'amministrazione comunale non è nota la ratio che ha indotto la precedente amministrazione a rinunciare almeno in parte all'opera pubblica in itinere, prima di qualsiasi pronuncia di un Tribunale nel merito “.”
Conclude il consigliere “Insomma, su oltre 4 milioni di euro (nuovo Stadio) l'amministrazione Canepa non ritiene di dover essere garantista sino a richiedere un giudizio del Tribunale di merito, ma per soli 174 mila lo diventa perentoriamente: dire che sia quantomeno dubbio e inquietante, è poco ??? Chissà quali interessi sono in ballo ... !!!”





