E' arrivato il giorno dei saluti per la principessa saudita Noura Bint Abdullah Saud ad Alassio.
La nobildonna araba ha tenuto in scacco per tre settimane lo staff del Grand Hotel di Alassio, in particolare il suo direttore Davide Crema, che ha fatto ogni giorno salti mortali per assecondare i suoi desideri, spesso esigenti e capricciosi. Davide Crema è stato il suo unico referente diretto italiano, perché la principessa Noura ha scelto di non parlare con nessuno se non tramite i suoi servitori eccellenti.
Oggi il direttore del Grand Hotel tirerà un sospiro di sollievo "nonostante" i fiumi di denaro lasciati all'hotel dall'esponente della famiglia reale saudita, e le cospicue mance. Doveva cercare in queste tre settimane di conciliare i capricci della principessa con le più "normali" esigenze degli altri facoltosi clienti dell'albergo.
Noura ha un po' movimentato la vita di routine vacanziera della città del Muretto. I giudizi sono stati vari, in Riviera: da quelli favorevoli (ne hanno goduto solo la manciata di negozi di alta moda e tre o quattro ristoranti) a quelli non contrari, ma critici per tutta la messa in scena sicuramente kitsch. Come dice un antichissimo proverbio, condiviso dagli alassini che non hanno disdegnato l'arrivo di una donna di così alto rango: "pecunia non olet", il denaro non puzza.
Il sindaco Enzo Canepa è accorso a omaggiare l'illustre e impattante presenza con un mazzo di fiori... e si è guardato dal chiedere il libretto sanitario alla principessa e ai suoi eleganti inservienti. Accanto al Grand Hotel un ristorante pizzeria accoglieva solitamente lo stuolo di guardie del corpo: lì andavano a mangiare la pizza in attesa che la principessa uscisse.
Rare le apparizioni in spiaggia. Qualche turista che ha osato scattare qualche foto con il suo smartphone, ma se l'è visto immediatamente strappare dalle mani per cancellare le immagini. Solo dopo il reset della memoria l'apparecchio veniva restituito. Uno scatto d'ira c'è stato quando un gruppetto di ragazzi sostava troppo tempo per guardarla: un'inserviente stretta della principessa ha inveito lanciando contro delle sigarette sciolte.
Alcuni clienti sono giunti con le loro Ferrari che sostavano in bella mostra davanti all'ingresso dell'hotel, facendo fare "brutta figura" ai lussuosi Suv della principessa. Un figlio della donna blasonata, allora, ha fatto arrivare dalla Svizzera una Lamborghini per ribadire il "peso" e surclassare le Ferrari.
La principessa araba è la moglie di Mishaal bin Abdullah, figlio del defunto re Abdullah, governatore delle regione della Mecca e oggi governatore della provincia di Najran. Settimane lunghe quelle della permanenza di Noura Bint Abdullah Saud nella Baia del Sole, con una schiera di parenti e una folla di domestici e guardie del corpo, per un totale d'una cinquantina di assistenti e decine di bauli. Si è concluso così, con la sua partenza, il tormentone estivo 2016 di Alassio.







