Un governo con due ministri liguri, quello attuale, che quindi ha sponde privilegiate per seguire i problemi della Liguria, stupisce per il suo silenzio sul caso Piaggio. In questo vuoto d'interesse, che la politica romana dimostra per i territori periferici, Mubadala Development Company ha comunicato ai sindacati le procedure di mobilità per 132 dipendenti. Se ci si mette anche la crisi Ericsson a Genova, si parla di circa 300 licenziamenti che due multinazionali vorrebbero attuare senza intralci istituzionali. Su questo i ministri Pinotti e Orlando dovrebbero finalmente e apertamente esprimersi.
I vertici della società di Abu Dhabi hanno atteso di scavalcare agosto per dare la mazzata, ma il piano industriale è noto da fine luglio. Pur ammettendo la pausa balneare, bisogna ancora capire perché da Roma si siano ridotti all'ultimo minuto per muoversi e convocare gli incontri. E pensare che pochi giorni fa il sottosegretario De Vincenti alla festa genovese del Pd aveva dato rassicurazioni. Intanto, le aziende macinano provvedimenti draconiani approfittando dell'inerzia del governo.
Nel caso di Piaggio Aero, ci sono interessi italiani e di difesa strategici che non possono essere ignorati, con tutti gli investimenti già effettuati sui velivoli a pilotaggio remoto. Qualcuno dovrebbe fare chiarezza su come esercitare la cosiddetta Golden Power, che permette al governo di intervenire se le scelte degli azionisti si discostano dall'interesse nazionale. Invece la procedura di licenziamento collettivo è stata aperta prima che il ministro Calenda convocasse l'incontro con l'azienda.





