Sanità - 07 novembre 2016, 20:15

Tutti i sindaci del Ponente Ligure uniti per salvare il Santa Corona

Privare l'ospedale del DEA di II Livello significherebbe, per la Liguria, non avere più una struttura di questo tipo dal confine con la Francia fino a Genova.

Tutti i sindaci del Ponente Ligure uniti per salvare il Santa Corona

Si è svolta alle 19 del 7 novembre, presso il cinema-teatro comunale di Pietra Ligure, una riunione che ha coinvolto tutti i sindaci dei Comuni della costa e dell'entroterra, da Ventimiglia fino a Spotorno, con lo scopo di salvare tutte le peculiarità operative dell'ospedale S. Corona, a cominciare dal DEA di II Livello.

La decisione di riunirsi è scaturita da alcune proposte presentate dall'amministrazione savonese (e appoggiate da diversi Comuni del Levante) che indebolirebbero in modo tangibile un'eccellenza della sanità ligure come il S. Corona a favore del S. Paolo di Savona. Ma le conseguenze non si limiterebbero a questo, sarebbero ben più gravi: privare S. Corona del DEA di II Livello significherebbe, per la Liguria, non avere più una struttura di questo tipo dal confine con la Francia fino a Genova. Distanze che, in un caso urgente, possono fare la differenza tra la vita e la morte. Alle 19 in punto il teatro è gremito come non si vedeva da tempo. Si vedono tante fasce tricolore tra il pubblico, ma anche tante alte uniformi delle forze dell’ordine, anch’esse impegnate a garantire la buona riuscita della serata.

 

A fare gli onori di casa e ad introdurre i vari interventi è il sindaco di Pietra Ligure, Dario Valeriani: “Porgo il saluto della Città, dell’amministrazione e mio personale a tutti voi e voglio ringraziarvi uno a uno. Trovo molto bello e significativo che il teatro sia pieno: vuol dire che dopo una giornata di lavoro avete avuto ancora la forza di mettervi in viaggio, di sottrarre tempo a una serata in famiglia o al giusto riposo serale, per affrontare una battaglia che appartiene a tutti noi”.

Valeriani entra subito nel vivo: “Il compito di noi sindaci è quello di tutelare la salute dei cittadini, anche andando contro interessi di parte più o meno dichiarati. Non possono esistere pazienti di Serie A e di Serie B in base a scelte politiche; oggi il DEA di II Livello costituisce un riferimento strategico per le province di Savona, di Imperia e fino al Basso Piemonte. Se non lo avessimo a S. Corona i pazienti più critici dovrebbero essere obbligatoriamente trasferiti a Genova”. E a questo punto il sindaco pietrese snocciola cifre importanti: “S. Corona ha 393 posti-letto, che lo scorso anno hanno ospitato oltre 17mila ricoveri, mentre gli interventi di Pronto Soccorso urgente sono stati oltre 46mila dei, quali, mi sembra importante sottolinearlo, ben 650 dalla ASL Genovese, mentre il S. Maria di Misericordia di Albenga ha 122 posti letto e lo scorso anno ha gestito 8.120 ricoveri. Le province di Savona e Imperia sommate fanno circa 500mila abitanti, che però superano i due milioni di presenze tra maggio e settembre. Sono cifre che giustificano la presenza di due DEA. Con questi numeri in mano a breve manifesteremo le nostre paure all’assessore alla sanità Sonia Viale, perché è utile partire da fatti misurabili e non è accettabile che i tagli riguardino sempre e solo S. Corona. Entro il prossimo anno rischiamo di perdere anche il Polo Universitario, una scuola infermieri tra le migliori d’Italia con oltre 60 anni di storia, e rischiamo di perdere persino Chirurgia Generale, dopo che abbiamo già dovuto rinunciare a Senologia”.

La proposta presentata in questo incontro, come annuncia Valeriani, è “un concetto di ospedale unico, ma distribuito su due presìdi, Pietra Ligure e Albenga, dotati entrambi di Pronto Soccorso e con un’oculata suddivisione fra entrambi delle varie specialità”.

A promuovere questo concetto sono stati per primi i sindaci di Pietra Ligure, Dario Valeriani, di Albenga, Giorgio Cangiano, e di Finale Ligure, Ugo Frascherelli. E la proposta è stata “trasversalmente” accolta dai consiglieri regionali Angelo Vaccarezza (del centrodestra), Luigi De Vincenzi (del centrosinistra) e Andrea Melis (del Movimento 5 Stelle). Questi sono dunque i relatori che siedono sul palco del teatro di Pietra Ligure, con l’aggiunta del parlamentare albenganese Franco Vazio (PD), che ha sposato la causa. Tutti intervengono a rotazione.

Giorgio Cangiano: “Siamo qui per firmare un documento di assoluto buonsenso. Ad Albenga abbiamo un ospedale nuovo che deve lavorare al meglio in risposta alle esigenze di tutto un comprensorio. Sulla salute non ha senso creare divisioni o rimpallarsi responsabilità. Le scelte devono essere condivise con chi vive il territorio e lo rappresenta. Per questo firmiamo un documento che non vuole essere contro qualcosa o contro qualcuno, vogliamo un’integrazione efficiente, pur tutti consapevoli che stiamo attraversando un momento difficile, e non solo per la sanità”.

Ugo Frascherelli: “In provincia abbiamo due sole strade: l’Aurelia e l’Autostrada A10. Se pensiamo che per quest’anno abbiamo avuto per sei mesi l’Aurelia chiusa all’altezza di Arenzano, non oso immaginare con un solo DEA di II Livello a Genova quante vittime potrebbe costarci una trasferta così lunga. E non trascuriamo il fatto che nei nostri comprensori stiamo vivendo un boom dell’outdoor, che comporta anche attività ad alto rischio potenziale. Anche per questo è impensabile appoggiarci solo su Genova”.

Gli interventi dei tre sindaci riscuotono grandi applausi, ma a questo punto Valeriani fa una precisazione: “Vorrei che questo applauso andasse anche a tutti quei Comuni come Ceriana, Castellaro, Taggia, che pur non potendo essere presenti fisicamente questa sera mi hanno contattato esprimendo il loro appoggio a questa battaglia”.

Gli interventi riprendono, con la parola all’on. Franco Vazio: “Ogni volta che si parla di riorganizzazione dei servizi purtroppo non siamo mai di fronte a una valorizzazione ma a un taglio. Quindi almeno questa volta non facciamo di un momento particolare come questo una battaglia politica. Rimettere in scena il solito film con Savona contro il Ponente è una trama che non mi appassiona, è solo una guerra tra poveri. Oggi spalmare il DEA tra Savona e Cairo Montenotte vorrebbe dire avere solo tante piccole realtà deboli che non soddisfano le esigenze di nessuno, come invece le soddisfa un’eccellenza di cui oggi già disponiamo. Ma poiché giustamente anche l’ospedale S. Paolo di Savona ha le sue eccellenze, non dobbiamo lavorare gli uni contro gli altri, ma sederci a un tavolo e cooperare. E ricordarci che gli ottimi numeri di questa prima riunione sono solo un punto di partenza, non di arrivo”.

Angelo Vaccarezza: “Innanzitutto vedo con piacere tanti sindaci della Valbormida, da Calizzano a Bardineto e da Plodio a Osiglia, vuol dire che il messaggio corretto è arrivato: siamo di fronte a una delibera semplicemente folle del Comune di Savona, nella quale sono scritte cose vergognose”.

“Purtroppo, però – prosegue Vaccarezza – siamo già al secondo tempo di una partita ormai giocata. E quel primo tempo all’epoca non si chiamava DEA di II Livello ma deaziendalizzazione del S. Corona. All’epoca facemmo qualche protesta, qualche blocco stradale, ma non ottenemmo nulla. Questo perché alla fine chi ha l’ultima parola è la conferenza dei Sindaci e in quel caso non fummo coesi: tra gli astenuti, gli assenti, qualche voto no, perdemmo l’Azienda Ospedaliera S. Corona. Io sono una persona schietta e mi piace parlare chiaro: di chi è la colpa di quello che stiamo vivendo e discutendo in questa riunione? Della provincia? Della regione? No, è solo una guerra interna fra medici. Per questo stavolta non dobbiamo astenerci, non dobbiamo assentarci, dobbiamo far sentire la nostra voce coesa. E se davvero Savona, le Albisole, Celle, Varazze, sono convinte di questa delibera vergognosa, allora saranno solo cinque voti su 69 Comuni. Ricordiamoci che lo stesso assessore regionale Viale ha dichiarato che farà quello che vogliono i sindaci. Direi che questo uditorio compatto abbia già dato una risposta forte e chiara. Ma non ripetiamo gli sbagli del passato: se S. Corona fosse ancora un’azienda oggi non avremmo dovuto rinunciare a niente”.

Luigi De Vincenzi: “S. Corona, negli anni, ha dovuto subire attacchi fastidiosi da parte di tutti. Per fortuna oggi molte di queste polemiche si sono ridimensionate, ma le battaglie di territorio non portano mai a niente di buono. Le risposte non si danno in funzione di campanili ma di territorio. E la tranquillità data dalla salute non può prescindere da niente. Per questo, oggi, l’integrazione tra Albenga e Pietra Ligure è la miglior risposta possibile in un momento di razionalizzazione: non due ospedali identici in un raggio di 15 km, ma due strutture che lavorano insieme, ciascuna con le sue peculiarità”.

Andrea Melis, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, ironizza sulla sua posizione: “Sono di Savona e sono nato a Genova, ma non fatemene una colpa”. Subito dopo, però, ridiventa serio: “Voglio far chiarezza: sono stato eletto in un collegio circoscrizionale che copre la provincia e lavoro per la provincia. A tal proposito, ricordo che come Movimento 5 Stelle la minoranza comunale di Pietra Ligure aveva già avviato da anni un percorso atto a sottolineare la valenza del DEA di II Livello a S. Corona. E a Savona noi del Movimento non abbiamo firmato questa delibera: certo, avremo perso le elezioni, ma siamo coerenti”.

A chiudere l’incontro, in qualità di ospite, è Carlo Capacci, sindaco di Imperia: “Quando si scrivono delle normative generali, bisogna tenere conto del territorio. Non esito a dire che noi stessi di Imperia siamo una realtà piccola, un ‘paese’ da 40mila abitanti, però oggi siamo inseriti in un territorio senza risorse e senza infrastrutture, dove abbiamo una autostrada A10 che, di fatto, è una normale strada lenta sulla quale per di più paghiamo il pedaggio. Dobbiamo avere sempre a cuore la salute del cittadino. Per questo porto una testimonianza di una vicenda simile a questa: l’ospedale di Imperia rischiava di perdere il suo punto nascite a favore di Sanremo. Alla luce di una disamina precisa l’assessore Viale ha tenuto presente le esigenze di tutti e ha evitato la chiusura. Possiamo farcela anche per S. Corona, perché gli ospedali non sono semplici tasselli dei Lego o del Monopoli che si spostano a piacimento senza tener conto del territorio, delle infrastrutture e della viabilità”.

Qui di seguito, tre videodichiarazioni in esclusiva per Savonanews rispettivamente del sindaco di Albenga, Giorgio Cangiano, del sindaco di Pietra Ligure, Dario Valeriani, e del consigliere di maggioranza (Forza Italia) in Regione Liguria, Angelo Vaccarezza:

Alberto Sgarlato

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