L'Uaar, l’unione degli atei ed agnostici, ha contestato recisamente l'organizzazione del convegno di ufologia fissato per il 12 novembre in Sala Rossa, a Savona. Non avrebbe pregio scientifico, dicono. Come se l'Uaar, invece, questo sodalizio di scettici e dubbiosi organizzati, derivasse la propria autorità da basi inoppugnabili.
Le polemiche sono state subito cavalcate in tono politico da chi (come la Ubik per esempio) non ha ottenuto il permesso della Sala dal sindaco di centrodestra Ilaria Caprioglio, chiesta per un incontro sul No al referendum. Figli e figliastri: al Centro Ufologico Mediterraneo si concedono le sedie, ad altre associazioni, spesso critiche verso il potere costituito, si negano perché "a rischio usura".
Più serenamente si potrebbe immaginare una città dove lo spazio culturale sia libero da condizionamenti meschini. Dove in una sala di Palazzo Sisto si possa discutere di extraterrestri e oggetti non identificati, oppure di Dio o di teodicea, di referendum e Costituzioni, o meglio delle ragioni del sì e del no in ogni campo.
Non si tiri in ballo la cultura, in questi casi: ogni dialogo e convegno, in uno spazio civico, dovrebbe essere benvenuto. Piuttosto ci si allarmi per il sistema museale di Savona, sul quale pendono nubi nere, e sul futuro del Museo Archeologico.





