Attualità - 14 aprile 2017, 14:50

Finale Ligure pronta a diventare la capitale del "bowhunter", il tiro con l'arco outdoor

Il prossimo weekend 500 arcieri si riverseranno a Le Manie per cimentarsi in questo sport unico che coniuga attività fisica, rispetto della natura, integrazione uomo/ambiente e molto altro

Finale Ligure pronta a diventare la capitale del "bowhunter", il tiro con l'arco outdoor

Si è svolta nella tarda mattinata di oggi, 14 aprile, presso la sala consiliare di via Tommaso Pertica a Finale Ligure, la conferenza stampa di presentazione della IBHC 2017, gara valevole per il Campionato Italiano “Bowhunter”, che si terrà dal 28 al 30 aprile sull’altopiano delle Manie.

Introduce il discorso Angelo Trotta, presidente della Compagnia Arcieri del Finale, che organizza questo evento: “Noi aderiamo alla FIARC (Federazione Italiana Arcieri Tiro in Campagna) e siamo affiliati alla IFAA (International Field Archery Federation). Abbiamo deciso di creare questo particolare evento a Finale Ligure perché è la capitale dell’outdoor, dai bikers ai runners, e noi sentiamo di rientrare a pieno titolo in questo contesto. Il nostro è uno sport unico, di grande impegno fisico, che unisce tiro con l’arco e trekking, ma al tempo stesso è più ludico che agonistico ed è aperto a tutte le età, tant’è vero che adesso abbiamo due forti gruppi di quelli che noi chiamiamo ‘cuccioli’, cioè gli under 12”.

Trotta ci annuncia un po’ di numeri: “Siamo di fronte a un evento che sta crescendo sempre di più, anno dopo anno. Infatti abbiamo annunciato che alle 22 di un determinato giorno avremmo aperto le iscrizioni sul nostro sito e alle 22:11 avevamo già oltre 570 iscritti. Molti sono stati costretti a ritirarsi perché il tetto massimo consentito per la gara è di 500 concorrenti. Ci muoveremo su 3 campi di tiro per due giorni di gara, il primo giorno a due frecce e il secondo a una sola freccia. Abbiamo la fortuna di avere un immenso patrimonio come Le Manie che costituisce uno scenario unico al mondo e il nostro successo è dovuto in parte a questo, ma anche al fatto che da 16 anni organizziamo la 24 ore di tiro con l’arco, un evento che in tanti hanno cercato di copiare a livello internazionale ma che rimane ancora unico. E poi, siccome puntiamo a valorizzare ogni bellezza del territorio, le cerimonie di apertura e chiusura si terranno ai Chiostri di Santa Caterina per far conoscere ai nostri visitatori anche Finalborgo”.

Trotta conclude con i ringraziamenti: “Agli albergatori che ci hanno consentito di ospitare così tanti partecipanti offrendoci una eccellente collaborazione, all’amministrazione comunale, alla Protezione Civile/AIB per la logistica sui sentieri, all’Associazione Noi x Voi per il supporto all’accoglienza dei partecipanti, alle Pubbliche Assistenze per la sicurezza e naturalmente ai proprietari dei terreni per la collaborazione. Ovviamente per motivi di sicurezza nei giorni della gara saremo costretti a chiudere alcuni percorsi di mountain bike. Siamo certi che i ciclisti capiranno e saranno collaborativi”.

Aggiunge il presidente regionale FIARC Liguria, Mimmo Raffo: “Siamo veramente fieri di ospitare questo evento che raduna arcieri da tutta l’Italia. La caratteristica di questo sport è quella di dover colpire delle sagome tridimensionali di animali e ci teniamo a precisare che tutto avviene nel rispetto dell’ambiente e senza nessuna istigazione alla caccia. Anzi, è l’esatto contrario: giocare a fare i cacciatori non significa cacciare”.

Abbiamo fatto alcune domande tecniche a Maurizio Flora, ex-presidente degli Arcieri del Finale e oggi istruttore giovanile: “Si tratta di uno sport molto complesso e dalle regole interessanti ed articolate – ci spiega – perché in base alle dimensioni della sagoma dell’animale si può tirare da distanze più ravvicinate (dell’ordine dei 5 metri) o più lunghe (anche 50-55 metri). Si parte da riproduzioni piccole, come il coniglio o la lepre, per passare dal cinghiale e arrivare fino all’orso o all’alce. Adesso a livello internazionale stanno prendendo piede simulazioni sempre più particolari, come il coccodrillo o addirittura il T-rex. Richiede lucidità, concentrazione, attenzione, abilità. Inoltre esistono vari modelli di arco, con caratteristiche tecniche e difficoltà specifiche, e in genere chi si specializza su un tipo difficilmente nel corso della carriera passa a un altro. Insegnando ai bambini facciamo fare prima dei periodi di prova, per evitare che i genitori investano in attrezzature costose per poi magari scoprire che al figlio lo sport non piace. Tra i miei progetti futuri c’è anche quello di allestire dei corsi sulla sicurezza, per ridurre il più possibile gli infortuni”.

Trattenuto dal traffico di questa mattinata, è riuscito a intervenire personalmente da Roma, seppur “in extremis”, anche il presidente nazionale FIARC Enrico Rossi, che ha sottolineato: “Abbiamo tre eventi importanti all’anno e questo è uno di quelli di maggior rilievo. E siamo fieri che lo organizzino gli Arcieri del Finale che hanno una competenza e una professionalità enormi. E la loro 24 ore, pur non essendo competitiva, ormai è considerata una classica nel suo genere”.

Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore al turismo Claudio Casanova: “Sempre più spesso ci ritroviamo a presentare in questa sala consiliare grandi eventi di valenza sportiva, musicale, culturale, turistica che stanno facendo grande il nome di Finale in Italia e nel Mondo e se ciò avviene dobbiamo dire grazie a chi, come gli Arcieri del Finale, mette tanta passione nella valorizzazione del nostro territorio”.

Conclude il vicesindaco Clara Brichetto: “In qualità di assessore ai servizi sociali voglio dire un grande grazie per chi organizza tutti questi eventi, ai quali faceva riferimento l’assessore Casanova, che non sono soltanto culturali e turistici ma hanno una grande valenza aggregativa per i nostri ragazzi, li portano a incontrarsi, a socializzare, a vivere insieme la natura e a togliersi da davanti allo schermo di un computer. Oggi i bilanci delle amministrazioni comunali, in tutta l’Italia, sono sempre più drammatici e Finale Ligure sta lavorando bene grazie a un fortissimo tessuto di volontariato, fatto di gente che dedica tempo ed energie alla città con sincera passione”.

Alberto Sgarlato

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