Attivissimo, di nome e di fatto. Esattamente, lui si chiama Paolo Attivissimo e sicuramente, se siete utenti abituali di internet, avete letto almeno una volta un suo articolo. Tutte quelle volte in cui una notizia vi risultava "sospetta", poco verificabile, e avete deciso di fare delle ricerche in merito, avrete certamente visitato il suo blog o altri siti con i quali collabora.
Paolo Attivissimo, infatti, è diventato il più celebre "smascheratore di bufale" del web, ma non solo bufale: anche truffe, rischi connessi a ricerche improprie su internet, trappole telematiche e altro.
Su questi temi il Comune di Spotorno e l'Associazione Genitori di Spotorno promuovono un incontro intitolato "Per non c@dere nella rete" con il giornalista informatico Paolo Attivissimo sul tema della sicurezza informatica per un utilizzo consapevole della rete internet, delle sue risorse e in particolare dei social network.
L'incontro è programmato per martedì 2 maggio alle 21, presso la Sala Convegni palace in via Aurelia 121 a Spotorno. L'accesso è libero e gratuito ed è rivolto a tutta la cittadinanza, agli insegnati, agli studenti ed in particolare ai genitori i cui figli sono nell'età adolescenziale.
La biografia di Paolo Attivissimo è particolarmente ricca: giornalista e consulente informatico, traduttore tecnico, divulgatore scientifico, cacciatore di bufale e studioso della disinformazione nei media. Conduce dal 2006 la trasmissione radiofonica Il Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera; inoltre è autore o coautore di 18 libri d'informatica divulgativa, del blog Disinformatico.info e di articoli per La Borsa della Spesa, Wired.it e Le Scienze.
Paolo Attivissimo è consulente di Radiotelevisione Svizzera, Mediaset e RAI su Internet, nuove tecnologie, cospirazionismi, bufale disinformazione mediatica, oltre che traduttore tecnico italianoinglese.
Infine è coordinatore del Servizio Antibufala (Antibufala.info), con oltre 9 milioni di visitatori.
Ed è proprio ai genitori che Paolo Attivissimo e Gian Luca Giudice del Comune di Spotorno con la delega alla Cultura si rivolgono: "Se vostro figlio si trova in età adolescenziale, allora è probabile che proveniate da una generazione cresciuta senza computer. Forse vi ricordate dell’Atari e del C64, tuttavia avete inviato la vostra prima email quando eravate già adulti. Quindi, se non avete studiato informatica, è probabile che usiate il vostro PC privato soprattutto per scrivere lettere, per archiviare foto, per comprare delle scarpe nel negozio online o per partecipare ad aste online aumentando per esempio il prezzo di un tavolo in legno. Il vostro computer privato è per voi uno strumento di aiuto nella vita quotidiana, ma di certo non ne è il fulcro. Per vostro figlio è diverso. I nostri figli non possono vivere senza computer, senza cellulare, e soprattutto: senza Internet. Questo è il loro mondo: sono figli della rete.
Se per esempio vogliono incontrarsi con i figli dei vicini, mandano 20 messaggi di Whatsapp prima di percorrere le scale e suonare alla porta. E se si vuole sapere qualcosa su di loro, basta andare sulla loro pagina Facebook, controllare il loro «profilo» e vedere quanti «amici» hanno. Il concetto di «amico» su Internet non ha però lo stesso significato che ha nella realtà: le «richieste di amicizia» si fanno in automatico, con un semplice «aggiungi», anche i semplici conoscenti e persino gli estranei (come possono essere quelli di una comunità di gioco on line) possono diventare amici. Molti di questi «amici» non li si è mai visti di persona.
Le reti sociali (social network), nelle quali i vostri figli si muovono con grande agio, si conoscono, chattano, si danno appuntamenti, si innamorano o si insultano, sono divenute una realtà in costante aumento, la quale non può essere né vietata né eliminata, ma che invece deve essere accettata e controllata in modo competente! Facebook, LinkedIn, Instagram, Twitter, Yuotube, Google+ da tempo non sono più una novità, ma fanno parte della vita quotidiana. Solo Facebook conta nel mondo oltre 1 miliardo di membri.
Alcune di queste reti si rivolgono soprattutto ad adulti che desiderano mettersi in contatto per motivi professionali, altri a particolari categorie di giovani, ma Facebook li vuole tutti: persone di ogni età, gruppi, aziende, ecc. Ma cosa rende internet e quindi i social network così interessanti per i giovani? Internet è un sistema di connessione che consente di dialogare e scambiare dati con qualsiasi altro computer online, ovunque esso si trovi. Si tratta di un vero e proprio mondo che ha i suoi lati positivi e negativi. Voi, ragazzi dagli undici ai quattordici anni, siete intelligenti e sensibili, ma non siete capaci di difendervi da soli dai pericoli; quindi è compito dei vostri genitori proteggervi ed istruirvi, per non farvi cadere negli inganni di persone senza scrupoli".





