Attualità - 09 maggio 2017, 13:30

Lotta ad Alassio per il “muro” di cabine, Schivo (Sib): “La soluzione è il tecnoreef”

Ernesto Schivo: “Niente polemiche o faciloneria, i balneari propongono soluzioni serie”

Lotta ad Alassio per il “muro” di cabine, Schivo (Sib): “La soluzione è il tecnoreef”

Concessionari di stabilimenti balneari contro alcuni gestori dei locali sul lungomare di Alassio per la questione “muro di cabine”.

Come ogni anno, ad inizio stagione si ripresenta l’annoso problema, ma contro le polemiche e le “soluzioni facili” Ernesto Schivo Presidente Sib afferma “Quello che davvero è mancato è un seppur minimo suggerimento per come risolvere questo problema senza cadere nella faciloneria di un diktat quale potrebbe essere quello di eliminare semplicemente le cabine.”

Ed ecco la soluzione che presentano “I concessionari balneari hanno pensato una soluzione che potesse andare a vantaggio di tutti. La soluzione potrebbe essere quella di favorire una revisione completa della front line alassina, attraverso la stabilizzazione della profondità dell’arenile e della protezione dello stesso dalle mareggiate.”

Come sarebbe realizzabile l’ipotetica? Spiega Schivo “I balneari si sono attivati e memori dei tentativi di protezione fatti in passato, della conoscenza più approfondita rispetto ad altri del proprio golfo, delle esperienze già fatte in altri comuni della Liguria e dell’Italia intera hanno individuato, in un brevetto tutto italiano che consente anche di favorire il ripopolamento ittico, la struttura che in qualche misura poteva essere utilizzabile per definire opere di protezione e stabilizzazione dell’arenile. Le valutazioni per operare la scelta sono state in primo luogo quelle ecologiche, poi quelle della sostenibilità ambientale, quindi quelle della facilità di rimozione delle opere stesse (una scogliera difficilmente si può rimuovere dopo essere stata realizzata) infine quella economica che per altro è stata la meno importante.”

Continua “A quel punto si trattava di progettare l’opera ipotizzandone il comportamento in mare e valutandone gli effetti sia positivi che eventualmente negativi. Per far ciò si è dato incarico ad un importante studio di ingegneria marittima con collaborazioni in tutto il mondo e dopo aver redatto un primo progetto di massima si è iniziato l’iter per ottenere le autorizzazioni alla realizzazione dell’opera di difesa.”

“Il primo atto di questo lungo iter c’è stato nel 2014 quando il Consorzio Adelasia (consorzio di 83 stabilimenti balneari) ha presentato alla Regione Liguria in data 30.12.2014 istanza di realizzazione e manutenzione di un’opera di difesa dell’arenile costituita da moduli Tecnoreef. L’opera è stata progettata in grado preliminare su tutto l’arco della spiaggia compresa tra il confine con Laigueglia e Capo S. Croce, ed in grado definitivo sul tratto di circa 500 nella zona del Molo Bestoso.”afferma Schivo

L’iter non è stato semplice, infatti il primo punto da superare è stato la fase di screening presso l’Ufficio di Valutazione ambientale Regionale, fase prevista dalla L.R. 38/98 e in data 24 settembre 2014 sul BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA è stato pubblicato l’avviso per formulare eventuali osservazioni quindi tale iter si è concluso in data 1 luglio 2015 con Decreto n.1837 della Regione Liguria che ritenendo procedibile l’opera indicava le prescrizioni alle quali attenersi.

Spiega Schivo “Le prescrizioni erano le seguenti: redazione di piano di monitoraggio morfo-sedimentologico e bio-naturalistico, da concordare con i competenti uffici regionali, utile a valutare l'efficacia e gli eventuali effetti collaterali dell'opera, basato su un rilievo del momento zero (antecedente alla posa dei moduli) di estremo dettaglio con tecnologia multibeam con il quale confrontare i rilievi successivi; impegno a rimuovere i moduli tecnoreef nel caso vengano dimostrati, a seguito del monitoraggio, effetti negativi sulla spiaggia emersa e sommersa e sulle componenti biotiche del sistema.”

Continua “A questo punto si procedeva ad accettare formalmente le prescrizioni della Regione e quindi si attendeva la convocazione della Conferenza dei servizi deliberante atteso che quella referente si era già tenuta ed aveva già dato le proprie indicazioni che erano poi confluite nel decreto della Regione. Si procedeva quindi a stilare una convenzione con il Comune di Alassio, convenzione nella quale il Consorzio Adelasia si impegnava ad eseguire quanto indicato nel decreto regionale e soprattutto manlevava il Comune di Alassio da ogni onere finanziario diretto, indiretto o di riflesso conseguente all’intervento di protezione costiera.”

Ma a che punto ci si trova oggi?

Spiega Schivo “Ad oggi si sta attendendo da tempo che il Comune attraverso i suoi uffici invii bozza della convenzione alla Regione dopodiché ci sarà la Conferenza dei Servizi deliberante e quindi il rilascio dell’Autorizzazione definitiva. A quel punto, considerati i costi economici di una tale opera (12 milioni di euro) si tratterà di individuare chi finanzierà l’opera oltre ai Concessionari balneari e di come il sicuro successo della stessa imporrà di rivedere l’intero frontline, quanto meno della zona centrale comprendendo nuove soluzioni per stabilimenti balneari e dehor e verande dei pubblici esercizi. C’è chi critica, chi si lamenta e chi invece agisce.

Mara Cacace

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