"La frase è di certo una provocazione perché son finiti i tempi dei conquistatori e delle guerre correlate, nonostante l’imperante e onirica rivendicazione diabolica per combattere ipotetici nemici dell’Islam, che fa capo all’Isis. Ma la casata di Barcellona, recentemente colpita dal terrorismo, ha come capostipite il conte Bellone (Bellón in lingua francese, Bello in lingua spagnola) di Carcassonne e conte di Barcellona, insignito da Carlomagno, avo di Simona Bellone di Millesimo (Savona). La genealogia della casata di Barcellona riporta nello scudo le strisce giallo rosse verticali che si ritrovano anche nello stemma dei Bellone Conti di Castagneto Po dai quali discende dal 1400" spiega Simona Bellone, presidente di caARTEiv.
"In effetti, Bellonus de Turre (Turre di Valencia di Spagna), nell'anno 1000 si insediò in Palazzo Madama prima degli Acaja, e la porta Romana viene chiamata "Fibellona" (fi-bellona) perché dei suoi figli (figli di Bellone) per circa un secolo. Da questi nobili discendono le casate dei Bellone nelle province di Torino, Alessandria, Asti, in seguito ramificate dal 1400 in provincia di Cuneo e dal 1700 di Savona. Anticamente il cognome Bellone è stato creato da Pompeo e Cesare della repubblica romana quale onorificenza per i valorosi in battaglia, dal culto della Dea Bellona".
Prosegue: "Nel libro, “Genealogia Bellone” pubblicato nel 2009 da Simona Bellone, dopo una sua certosina ricerca in 7 archivi parrocchiali e 2 comunali in Val Bormida nonché l’archivio di Stato in Cuneo, e attingendo fonti storiche nei libri storici pubblicati in internet nelle biblioteche multimediali, quali “L’iconografia Greca” per l’origine del cognome e il “Vivant” per le casate nobiliari piemontesi, e relativi alberi genealogici in lingua spagnola e francese, le figure più illustri del passato che tracciano un importante tassello per la ricostruzione storica e catalogazione geografica e temporale sono: re Archelao III di Cappadocia e Re Mitridate VI del Ponto (Antica Magna Grecia attuale Turchia), Conte Bellone di Carcassonne capostipite della Casata dei Bellonidi di Barcellona, nobile Bellonus (Bellonis) de Turre di Valencia in Spagna che si insediò in Palazzo Madama di Torino (porta romana detta "Fibellona" dei figli di Bellone), casate Nobiliari in provincia di Torino, Asti, Alessandria, ed emigrazioni nelle province di Cuneo e Savona. Non a caso è citata questa ricerca genealogica, in quanto l'Isis vuole riconquistare la Spagna, come avvenne nell'invasione islamica del 711-718 d.C., ma deve vedersela con la Dinastia della casata di Barcellona e la stirpe dei Bellonidi, che ebbero come capostipite il conte visigoto Bellone dal 801 d.C., la cui dinastia riporta lo stemma a righe giallo rosse verticali, lo stesso delle casate piemontesi dei nobili Bellone piemontesi".
"L’attuale Turchia, che anticamente ellenica “Magna Grecia” diede i natali ai primi Bellone, ora purtroppo agglomera in essa e suo circondario, la voce più aberrante terroristica mondiale, reclutando in Africa e Asia soprattutto, giovani sbandati per invadere come erranti kamikaze a puzzle, le popolazioni occidentalizzate moderne, libere da antichi fardelli religiosi oppressivi, travisando i dettami pacifici della religione, gettando il terrore durante le feste uccidendo famiglie innocenti provenienti da tutto il mondo".
"Allucinante è la dichiarazione Isis di guerra all’Italia, e in nome della pace è giusto invocare San Pio, perché preservi questa terra valbormidese, che vide prigioniero di Napoleone Papa Pio VII (Targa sull'altare nella Sala Consiliare del Comune di Millesimo (SV). Il 17 agosto 1809 Papa Pio VII prigioniero di Napoleone, ascoltò la Santa Messa presso questo altare). Tale Papa Pio VII, ora “Servo di Dio”, è in corso di beatificazione dal 15 agosto 2007, e l’attacco recente in Barcellona del terrorismo avvenuto proprio il 17 agosto 2017, rimarca l’importanza di questa data storica, che nel 1809 vide in Italia, usurpatori i francesi ed in questo 2017 gli islamici" conclude Simona Bellone.





