Il Movimento 5 Stelle di Finale Ligure torna all’attacco in merito alla già nota questione del futuro capannone di Finale Ambiente. Commenta il capogruppo consiliare M5S, Davide Badano: “In extremis la San Michele S.r.l. ha parzialmente salvato il Cda della Finale Ambiente dal comparire davanti al Giudice, ovviamente sempre che entro il 30 novembre si arrivi effettivamente alla firma del contratto d'acquisto definitivo del Capannone. Ma questo salvataggio ha avuto anche un costo di ben quattromila euro per l'affitto degli spazi del capannone necessari per l'occupazione del mese di agosto.
Prosegue Badano: "La causa di questa spesa extra è legata alle inadempienze del C.d.A. e del suo direttore generale, per il mancato rispetto degli obblighi contrattuali. E il Sindaco, che cosa fa? I complimenti ai responsabili di tutto questo per “competenza e professionalità” e ancora: “Ringrazio tutto il consiglio di amministrazione per l'ottimo lavoro svolto”. Questo riconoscimento è proprio fuori luogo e suona come una grossa presa per i fondelli ai cittadini. Ma quale ottimo lavoro? Quello di essersi fatti fare un ricorso per inadempienza? Non aver rispettato i termini del contratto da loro stessi sottoscritto? E poi, dove sarebbe la competenza nel raggiungimento di un accordo bonario, nell'andare con le orecchie basse e subire le condizioni dettate dall'altra parte sborsando anche quattromila euro? Considerando che tutto questo avviene dal momento in cui la Finale Ambiente ha deciso vuole comperare assolutamente questo capannone e la parte venditrice vuole assolutamente venderlo al più presto alla Finale Ambiente, l'unica che lo vuole comperare?”
Conclude Badano: Ma il fatto al quale voglio fare maggior riferimento è il seguente: al 30 novembre 2016 (quasi un anno fa) la San Michele S.r.l. comunica alla Finale Ambiente S.p.a. di avere in mano la sanatoria edilizia e di essere pronta per stipulare l'atto; da quel momento però non si è proceduto, da parte della Finale Ambiente, a preparare, nei tempi più brevi possibili, tutti i documenti per il bando necessario alla ricerca dell'Istituto di Leasing per poi selezionarlo, fare la perizia di valutazione (ci volevano circa tre, o forse al massimo quattro mesi) e firmare il contratto di Leasing. Un lasso di tempo di ben sette mesi, sottolineo sette mesi, che nella postilla la Finale Ambiente si prende, prima di stipulare il contratto definitivo di compravendita.
Ben sette mesi: a tanto ammonta il periodo che decorre dal 30 novembre 2016 al 30 giugno successivo. In questo lasso di tempo si poteva benissimo fare tutto quello che serviva, per arrivare alla data del 30 giugno di quest’anno dal Notaio pronti. Invece a fine luglio 2017, nonostante la proroga concessa dalla San Michele, la Finale Ambiente non è ancora pronta perché solo a giugno viene indetta la gara per scegliere l'istituto di Leasing e il 24 luglio 2017 viene selezionata la Banca, e questo lo sappiamo solo dopo la commissione del 26 settembre.
Sappiamo anche che solo a fine novembre 2017 si potrà firmare l'atto, quando probabilmente, ma non certamente, si sarà potuto accedere al leasing. Nel caso migliore, potrà succedere che la stima del perito della Banca sia uguale al prezzo pattuito e già stimato nel 2014, ma ora siamo nel 2017 (e sarebbe una cosa molto strana visto che il mercato immobiliare non è stabile) oppure nel caso peggiore, che la stima sia più bassa del prezzo pattuito e quindi verrebbero a mancare i soldi per l'acquisto e per fare i lavori. Sulla questione lavori veniamo anche a sapere, in commissione, che di tutti gli interventi previsti solo una parte sarà realizzata e il bel progetto presentato in Consiglio Comunale questa estate, resterà una ‘chimera’ perché dal complessivo dell'operazione spariscono ben 500 mila euro, quindi il fiore all'occhiello e la grande opportunità di spostare tutta la Finale Ambiente nella nuova sede svanisce e gli uffici amministrativi rimarranno in Via Calice 48 in affitto ad un altro ‘benefattore di Finale’.
Quindi l'operazione ci costerà 2 milioni e mezzo di euro, così suddivisi: dagli originali 1.100.000 € si passa a 1.067.000 € (costo acquisto scontato dell'abuso edilizio di 33.000 €) + 54.900,00 (costo amianto con iva) + 1.385.765,05 (lavori di ristrutturazione) = 2.507.665,05 esclusi i costi della progettazione ed altre spese; Ovviamente la maggioranza rifiuta la richiesta della minoranza di dimissioni del C.d.A. della Finale Ambiente: abbiamo solo sentito dichiarazioni a difesa di un fallimento ed una realtà dei fatti negata. A differenza del Sindaco noi sosteniamo di essere di fronte a un palese esempio ed una dimostrazione di incapacità e di grave danno per la società Finale Ambiente S.p.a. ma capiamo anche che il C.d.A. della Finale Ambiente sia espressione della maggioranza e dell'Amministrazione Comunale”.





