Eventi - 11 ottobre 2017, 18:39

Fondazione CIMA festeggia i suoi 10 anni con un workshop al Campus Universitario di Savona fino al 12 ottobre

Presenzierà all'evento, nella giornata del 12 ottobre, Angelo Borrelli, capo Dipartimento della Protezione Civile

immagine di repertorio

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Non ci sono stati solo scienziati e tecnici italiani e internazionali, ma anche giuristi, autorità regionali e nazionali, docenti universitari e politici, tutti riuniti al Campus Universitario di Savona dal 10 al 12 ottobre per celebrare con tre giornate studio i 10 anni di Fondazione CIMA.

Tre giornate, ognuna dedicata a un macrotema per festeggiare il decennale di Fondazione CIMA al Campus Universitario di Savona

Domani 12 ottobre è previsto il momento più multidisciplinare delle tre giornate di convegni organizzati da Fondazione CIMA: all'incontro-evento saranno presenti diverse autorità tra cui Angelo Borrelli, Capo Dipartimento della Protezione Civile e Giacomo Giampedrone, assessore della Regione Liguria, e, tra gli interventi di apertura ci sarà quello di Paolo Comanducci, Rettore dell'Università di Genova. L’obiettivo della giornata dal titolo "Scienza, consapevolezza e comportamenti nella società del rischio" è quello di mettere a confronto le catastrofi naturali con fenomeni quali terrorismo, migrazioni e cambiamenti climatici. Tutti settori che comportano studi riguardanti il rischio e sono attraversati trasversalmente da tematiche quali la comunicazione e il controllo di legalità sul comportamento degli operatori al punto da risultare più affini di quello che a prima vista potrebbe apparire. L’evento si propone di dare un contributo al miglioramento del Sistema di Protezione Civile in generale e ai suoi Attori in particolare e, al contempo, sviluppare ulteriori conoscenze da mettere al servizio delle politiche per la riduzione dei rischi. Al pomeriggio, tra Ricercatori di Fondazione CIMA ed i suoi “amici”, si discuterà delle prossime sfide sul sistema di allertamento e la pianificazione di emergenza, la ricerca applicata sul rischio idrometeorologico, il Disaster Risk Reduction e l’Osservazione della Terra.

"Nel presente, ma soprattutto nell’immediato futuro riteniamo che il concetto di rischio debba essere ampliato e non più considerato solamente in un contesto relativo alla sua sola riduzione. -afferma Luca Ferraris - Esso, infatti, rappresenta uno degli assi attorno al quale ruotano importanti modifiche della società attuale e costituisce una variabile sempre più fondamentale nel determinare lo sviluppo sostenibile della nostra civiltà. Queste tre giornate hanno lo scopo di farci riflettere su come, per affrontare correttamente il rischio, occorra armonizzare la scienza e le sue incertezze con il diritto, la politica e le comunità in una visione olistica di risoluzione ai problemi complessi. Fondazione CIMA è pronta a schierarsi in prima linea per affrontare questa sfida".

Breve storia di Fondazione CIMA e fusione con Fondazione ACROTEC

Fondazione CIMA è un ente di ricerca senza scopo di lucro attiva nello svolgere formazione, ricerca e sviluppo tecnologico nei campi della Protezione Civile, Disaster Risk Reduction e Biodiversità. Fu fondata nel 2007 da un’idea di Franco Siccardi, oggi presidente emerito, con l’appoggio di Bernardo De Bernardinis, allora vice capo dipartimento della Protezione Civile. Fin dalla nascita i suoi obiettivi sono stati duplici: non solo ricerca scientifica, ma anche operatività sia per mettere in pratica ciò che veniva modellizzato sia perché è inutile avere in mano strumenti senza l’organizzazione e le procedure per utilizzarli.

Fondazione CIMA contribuì quindi a costruire, come strumento di prevenzione, l’attuale sistema di allertamento del rischio alluvionale e d'incendi boschivi. Al sistema di allertamento è stata poi aggiunta la pianificazione di emergenza partecipata per trasformare i piani d’emergenza comunali in qualcosa che non fosse solo uno strumento tecnico dovuto per legge, ma piuttosto un patto della comunità a non rischiare. In questi anni si sono poi ulteriormente aggiunti temi anche non strettamente riguardanti la parte tecnico-scientifica come quello delle responsabilità giuridiche del Sistema di Protezione Civile.

Un'altra linea di ricerca attiva è quella che riguarda lo studio e l’osservazione della vita dei cetacei del mar Mediterraneo e di quella delle piante del vivaio forestale: ecosistemi ed estremi meteorologici sono, infatti, fortemente connessi uno all'altro.

In corrispondenza di questo decennale CIMA ha acquisito il controllo di ACROTEC, una Fondazione tecnologica nata dalla trasformazione dell’omonima società a responsabilità limitata che collabora con CIMA da 2002. ACROTEC infatti nacque come spin off del Centro Interuniversitario e da allora cura tutti gli sviluppi tecnologici di CIMA di nell’ottica di trasformare i prodotti di ricerca in strumenti operativi.

Nei dieci anni appena trascorsi Fondazione CIMA è cresciuta molto anche dal punto di vista numerico: il personale è passato dalle 20 unità iniziali alle 80 attuali a cui bisogna aggiungere le 20 di Fondazione ACROTEC per un totale di circa 100 persone. Le attività di ricerca e di servizio sono cresciute passando dall’ordine della decina all’anno a circa cinquanta all’anno. All’inizio i contributi a livello internazionale erano del tutto trascurabili, ora la metà dei progetti istituzionali curati dalla Fondazione sono internazionale e a beneficio di circa 30 diversi paesi.

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