Albenganese - 06 novembre 2017, 09:11

L'Enpa soccorre tre frosoni

I recuperi sono stati effettuati ad Albenga, Cairo e Albisola Superiore; si tratta di un volatile migratore, raro ed elusivo e per questo poco conosciuto anche agli zoologi

L'Enpa soccorre tre frosoni

 

Le piogge consistenti di queste ore hanno finalmente interrotto la spaventosa siccità che ha caratterizzato da mesi la Liguria; che ha causato emergenze non solo per gli incendi, per i quali la Regione Liguria ha proclamato lo stato di pericolosità, o per i danni alle coltivazioni, per cui si appresta a chiedere lo stato di calamità; ma anche per la fauna selvatica, per la quale, malgrado le richieste di Enpa e delle altre associazioni animaliste, nonché dell’Ispra, non ha sospeso la caccia!

La sofferenza degli animali selvatici è testimoniata dai volontari della Protezione Animali savonese, che tra le centinaia di soggetti feriti o malati raccolti, ne ha soccorso decine in difficoltà semplicemente per fame e sete, come i numerosi fagiani d’allevamento, liberati dagli Ambiti di caccia su autorizzazione regionale prima dell’apertura della caccia e malgrado il veto dell’Ispra.

E ci vorrà ancora tempo prima che la pioggia caduta faccia effetto sull’ambiente e procuri ristoro alle campagne ed agli animali; e tutte le specie animali selvatiche, comprese quelle più forti, continueranno così a rimanere in difficoltà per ancora molto tempo, ed essere tuttavia cacciati! Ne sono prova i recenti recuperi, da parte dei volontari dell’Enpa, di tre frosoni ad Albenga, Cairo e Luceto (Albisola Superiore); si tratta infatti di volatili mai soccorsi in passato e molto robusti e selvatici ma ristabilitisi nelle gabbie curatoriali subito dopo aver potuto mangiare e bere.

Il frosone è un volatile migratore, raro ed elusivo e per questo poco conosciuto anche agli zoologi, inserito nella lista rossa delle specie in pericolo (è vittima della caccia illegale con reti da uccellagione e del furto di uova da parte di allevatori); pericolo che corrono anche i volontari che lo curano, non solo letteralmente, con i guanti; ha infatti un becco fortissimo, con il quale esercita una forza notevole (quasi 50 Kg.), che gli serve per spaccare e spolpare i noccioli di ciliegia e pesca di cui si nutre assieme a semi, larve, insetti e bruchi.

c.s.

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