Politica - 31 gennaio 2018, 07:00

Elezioni 2018, il candidato al senato Ripamonti: "Darò me stesso sia per la Lega che per il territorio"

Tanti i temi toccati dal candidato all'uninominale tra la campagna elettorale, gli avversari e i quasi due anni da assessore comunale a Savona

Elezioni 2018, il candidato al senato Ripamonti: "Darò me stesso sia per la Lega che per il territorio"

L'attuale assessore alla sicurezza del comune di Savona Paolo Ripamonti da lunedì è ufficialmente il candidato della Lega Nord alle elezioni politiche nel collegio uninominale del Senato e a Savonanews ha voluto raccontare tutta la sua soddisfazione per questa avventura a poco più di un mese dalla fatidica data del 4 marzo.

"Sara un mese entusiasmante, per me la prima volta con una responsabilità di questo tipo. Dal 1990 sono iscritto alla Lega quindi battaglie ne abbiamo fatte tante e questa mi vede in prima persona in un collegio importante, che può esprimere sicuramente un senatore di centrodestra, una sfida alla quale non voglio perdere manco un istante per dare il meglio di me stesso".

Si entra nel vivo della campagna elettorale e gli abbiamo chiesto se si concentrerà principalmente sul territorio o se seguirà la linea programmatica nazionale della Lega Nord:

"Credo che le elezioni politiche debbano avere un respiro di carattere nazionale ecco perchè le linee sono quelle di Matteo Salvini, del programma della Lega e del centrodestra, è evidente che il territorio vada rispettato. Le candidature sono espressioni del territorio dove esprimere il collegio. Entrambe le cose direi, Salvini proprio per farci sentire la sua vicinanza ha voluto essere candidato al proporzionale al Senato come capolista e questo ci rende orgogliosi e ne abbiamo avuto prova sia alle regionali che per le comunali di Savona, quindi bisogna coniugare le parti riguardanti anche il territorio, quello che ci ha insegnato il partito è stare vicini alla gente con candidature vicine, un ponentino ad esempio che fa l'assessore a Savona forse è un giusto compromesso".

I suoi principali rivali nel collegio uninominale saranno Luigi De Vincenzi del Pd e Massimo Conio del M5s, quale sarà il più temibile?

"Non ne faccio una questione di persone ma chi queste persone rappresentano, da una parte i 5 Stelle quindi tutto quello che consegue una riflessione su di loro, godono del mio rispetto ma non sono rappresentative di una nazione per come stanno gestendo Roma e Torino, votando De Vincenzi invece si vota Renzi, è molto chiaro che il voto a un candidato del Pd vada all'ex premier che qualche mese ha perso un referendum che gli ha chiesto per favore di andare a casa che tra parentesi è aveva promesso e che non ha mantenuto. Siamo qua per cercare di guardare a noi stessi, pensiamo di avere un programma migliore degli altri, essere in grado di governare il Paese, lo abbiamo fatto in Liguria, in Lombardia, in Veneto, abbiamo la speranza e la certezza di essere migliori".

In caso di un risultato positivo alle urne dovrà lasciare l'incarico da assessore comunale, in questo anno e mezzo cosa si è fatto e su cosa si può migliorare?

"Modestamente c'è ancora da migliorare, devo dire che siamo qua da un anno e mezzo o poco più, un programma di Governo durà 5 anni quindi è un percorso a scalini. Lascio una situazione in cui la preoccupazione principale era di mettere in sicurezza il bilancio e lascio in eredità alcune iniziative come il controllo di vicinato, protocollo d'intesa sulla videosorveglianza, l'asse 6, l'edilizia scolastica, in mano a chi verrà dopo di me, Maria Zunato e Massimo Arecco sono in grado di condurre il mio successore a questa sfida. Sono grato a Ilaria Caprioglio, una donna che viene dalla società civile e ha preso una responsabilità importantissima cioè fare il sindaco di una città come Savona ridotta al lumicino dalla scelleratezza dei governi del Partito Democratico".

Se pensa a una proposta da fare come neo senatore cosa le viene in mente?

"Avendo avuto la fortuna della delega alla Polizia Locale e potendo conoscere la capacità e la complessità di questo mondo e la professionalità che contraddistingue questo corpo savonese, sento il desiderio della possibilità di una riforma della polizia locale che deve essere assolutamente in linea con quella che è la Costituzione e che non vuole essere un contrasto con nessuna forza dell'ordine ma regalare a coloro che sono l'avamposto nel confronto dei cittadini per un comune, una riforma che consenta di avere gli stessi strumenti normativi necessari per poter operare nell'interesse della nostra comunità. Questo è uno degli obiettivi che mi voglio porre".

Luciano Parodi

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