Ieri sera, in consiglio comunale a Spotorno, è stata scritta la parola “fine” su una vicenda protrattasi per undici anni. Il sindaco Mattia Fiorini ha presentato l’accordo trovato per chiudere il contenzioso tra il Comune, la società in liquidazione Pastorino Costruzioni e la Reale Mutua assicurazioni.
Fiorini ricostruisce la vicenda, iniziata il 27 febbraio 2007: “Come è noto a tutti, Pastorino Costruzioni avrebbe dovuto realizzare il nuovo palazzo comunale, su tre piani, per complessivi 1744 metri quadri e per un valore quantificato in 1,47 milioni di euro. Reale Mutua avrebbe garantito la copertura fidejussoria. Entro il 2010 era prevista l’ultimazione dei lavori, ma l’azienda appaltante, in difficoltà, aveva chiesto una proroga fino all’11 marzo 2013.
Il 20 dicembre 2014, a lavori ancora incompleti, la ditta aveva chiesto di avvalersi del ‘decreto del fare’ per avere ulteriori tre anni di proroga ma il Comune, ormai sfiduciato, aveva negato questa possibilità. Il TAR ha dato ragione a Pastorino, offrendole ulteriori tre anni ma imponendole come garanzia il rinnovo della polizza fidejussoria. La ditta appaltatrice è fallita e, pertanto, la parte di opera già realizzata è stata quantificata in 507mila euro. La fidejussione copre pertanto il valore del contratto originale meno questi 507mila euro. Siamo giunti a un accordo per cui Pastorino, che ormai non è più in grado di offrire beni né garanzie, entro 15 giorni da oggi consegnerà al comune tutti i materiali e le forniture finora acquistati, ed entro sei mesi garantirà al comune la piena proprietà di un box doppio con tutte le attrezzature più due alloggi, il cui valore complessivo è stato quantificato in circa 530mila euro. Considerando che Reale Mutua offrirà la copertura fidejussoria per 1,13 milioni, con scadenza entro il 31 gennaio (cioè oggi per chi legge, NdR), otteniamo una cifra totale che supera persino quanto inizialmente pattuito”.
Spiega ancora il sindaco: “Poiché è stato difficile trovare qualche immobile della Pastorino che non fosse già ipotecato, va detto che anche questi due appartamenti sono gravati da sequestro cautelativo ma, qualora essi non si riuscissero a sbloccare entro sei mesi, la ditta si impegna a darci in cambio quattro box di pari valore”.
Conclude Fiorini: “Contiamo quindi di arrivare alla progettazione definitiva del nuovo comune entro l’estate, appaltare i lavori e riaprire il cantiere prima della fine dell’anno. Voglio comunque esprimere parole positive per Pastorino Costruzioni che, pur in una situazione di enorme difficoltà e senza più nulla da perdere, ha comunque accettato di sedersi al tavolo con il comune e cercare una soluzione ”.
Perplessità viene espressa da Francesco Bonasera (Spotorno che vorrei): “La Pastorino ha chiesto in cambio, come clausola di tipo ‘prendere o lasciare’, di svincolare i suoi appartamenti a canone agevolato entro il 2021, mentre il bando pubblico li vincolava fino al 2028. Non c’è il rischio che violare una regola di un bando già firmato renda la delibera di stasera illegittima? E poi che ne sarà delle famiglie che oggi vivino in quegli appartamenti?”
Replica il sindaco: “La Pastorino sas non firmerebbe l’accordo trovato se non accettassimo questa clausola. Comunque abbiamo già risolto: a tutti gli ospiti di quegli appartamenti garantiremo una soluzione alternativa prima del 2021, offrendo loro una casa di pari caratteristiche e metratura. Mi impegno io personalmente a dare piena sicurezza a queste famiglie, per quanto mi compete possibilmente anche dopo il 2028”.
Franco Riccobene (Adesso Spotorno) annuncia il voto di astensione da parte dei consiglieri di minoranza presenti in aula (lui e Bonasera): “Un nuovo municipio era nel programma elettorale di tutte le liste e non è certo nostra intenzione ostacolare questo percorso, ma ci sono troppi elementi bui. Oltre alla clausola già menzionata da Bonasera, che non ci soddisfa, non apprezziamo il fatto che Reale Mutua non copra tutta la somma fidejussoria e soprattutto non crediamo che il comune, nel momento in cui entrasse in possesso degli appartamenti o dei box promessi in alternativa, riuscirebbe a rivenderli ricavando le cifre che abbiamo sentito ipotizzare stasera, in un periodo di crisi come questo. Perché non è stata richiesta una perizia asseverata? Francamente 2500 euro al metro quadro mi sembrano fuori mercato”.
Conclude il sindaco Fiorini: “Tenendo conto dei trascorsi storici e della situazione economica dell’impresa, giunti a questo punto si poteva soltanto accettare, anche perché tirare troppo la corda ci avrebbe portato ad ulteriori lunghi tempi burocratici, con il rischio di trovarci alla fine con un pugno di mosche in mano. Del resto sono considerazioni che si potevano fare già anni fa: chi oggi siede nei banchi della minoranza e critica, dopo essere stato seduto per 10 anni in questo consiglio, perché non ha imposto altre condizioni prima?”.





