"Un odore nauseabondo, penetrante e insopportabile". Queste sono le parole che riecheggiano nelle ore del primo pomeriggio di oggi ad Albenga come a Ceriale, a Loano come a Varigotti, a Pietra Ligure come a Noli.
Si tratta ancora una volta delle velelle, spiaggiate in gran quantità su tutto l'arenile del Ponente Savonese e favorite nel loro processo di decomposizione dal sole caldo e dal cielo terso della mattinata odierna.
La velella (nome scientifico Velella velella), da alcune persone chiamata anche veletta, barchetta di San Pietro o barchetta di San Giovanni, è un celenterato carnivoro, cioè appartenente alla stessa famiglia dei polipi e delle meduse, che si nutre di plancton (micro-organismi acquatici) e cattura le sue prede con dei sottili tentacoli. Non è irritante per l'uomo, ma si sconsiglia ugualmente di toccarla a mani nude e, soprattutto, di toccarsi gli occhi subito dopo un contatto con questa specie.
Per quanto possa apparire sgradevole l'odore delle velelle spiaggiate, in realtà la loro presenza abbondante è indice di mare puro e cristallino: per cui si tratta di sopportare qualche giorno di fastidio in vista di una splendida estate fatta di tanti bagni tra le onde.






