Sono venti i Comuni che stanno per ritornare al voto in Liguria, il prossimo 10 giugno. Tre sono sopra i 15.000 abitanti: Imperia, Sarzana e Sestri Levante e potranno andare al ballottaggio previsto per il 24 giugno. Per la prima volta andrà al voto il neo Comune di Montalto Carpasio (IM), e poi Alassio, Ceriale, Carcare, Cengio, Laigueglia, Sassello e Rialto in Provincia di Savona; Camogli e Montoggio in Provincia di Genova; Bordighera, Cosio d’Arroscia, Montaldo Carpasio, Pieve di Teco, Triora e Vallecrosia in Provincia di Imperia; Carro e Portovenere in Provincia di La Spezia.
Molto si è discusso, spesso a sproposito, delle ricadute del voto regionale del Molise e del Friuli Venezia – Giulia; test che non solo non ha offerto alcun contributo alla soluzione del groviglio delle questioni nazionali, ma ha ulteriormente alimentato le difficoltà e lo stallo della formazione del nuovo Governo.
Il turno prossimo delle elezioni amministrative liguri, invece, oltre a determinare la composizione politica e l’orientamento “territoriale” delle nuove amministrazioni, saranno un banco di prova valente per la tenuta del PD (Sarzana, Sestri e altri Comuni a vocazione rossa) e, soprattutto, un riscontro – esame decisivo per le politiche d’inclusione “arancione” che sottendono le scelte strategiche del Presidente Toti, attorno all’idea forza del Partito Federato Unitario (FI-Lega-Fratelli d’Italia- Civismo- Rappresentanze emblematiche della Società civile ligure) che dovrebbe costituire il nuovo Polo del Centro Destra moderato e europeo a partire dalle prossime elezioni regionali della Liguria (e altrove) del 2020.
Il disegno del Governatore Giovanni Toti, rischia di impantanarsi e ricevere qualche colpo di rinculo in due realtà assai paradigmatiche come Imperia e Alassio dove sono scesi in campo – con liste alternative – due pezzi da 90 come “u ministru” Claudio Scajola e l’ex di tanti incarichi, ma ancora Vice Coordinatore Regionale di Forza Italia, architetto Marco Melgrati.
Che tra l’ex Ministro e il Governatore non fosse mai sbocciato un particolare amore è cosa nota da tempo, mentre meno nota (e più recente) è la dialettica (sino alla separazione non consensuale) tra Giovanni Toti e l’ex Sindaco di Alassio Melgrati.
Il nodo del contendere sembrerebbe “tutto politico” e riconducibile alla cosiddetta “autonomia delle scelte strategiche territoriali” e a una particolare idiosincrasia verso decisioni calate dall’alto regione – centriche e misure d’ingerenza e normalizzazione denunciate come al limite del “commissariamento” dal fedele Giovanni Amoretti, portavoce di “Con Claudio per Imperia”, il movimento civico che sostiene la candidatura dell’ex ministro Claudio Scajola a sindaco del capoluogo ponentino.
L’accusa a Toti è di quelle pesanti: “Il centrodestra, a Imperia, “soffocherebbe” sotto il modello l’arancione; un modello che vorrebbe confermarsi più che altro come un sistema di potere orientato a imporre bandierine sul territorio, quasi fosse un gioco del Risiko, piuttosto che a ragionare con le realtà locali dei veri problemi amministrativi che interessano i cittadini»: siamo allo scontro, senza sconti, sull’egemonia territoriale del Ponente e in presenza di accuse politicamente severe e gravose di metodo e di merito.
Anche in quel di Alassio, il quadro di sintesi degli accadimenti non è meno complicato! Con un coup de théâtre da prima donna senza concorrenti, Marco Melgrati prima socializza la lettera personale e “appassionata” al Cavaliere, svelando i retroscena della sua candidatura e poi presenta, per primo, la lista “alternativa” al Sindaco in essere Enzo Canepa, sostenuto sia da Toti sia da Vaccarezza; una lista – quella di Melgrati – definita “Squadra forte per rilanciare la Città e la mono – economia dell’industria del Turismo”.
Le motivazioni “arancioni” sono – ovviamente – di segno opposto e, altrettanto, pesanti: l’accusa esplicita è di voler bloccare il vento del cambiamento imboccato con le vittorie del Polo unitario del Centro Destra in Liguria e poi a Savona, Genova, La Spezia e Cairo Montenotte; e, la critica – affatto nascosta – sarebbe di voler riportare in auge vecchie cariatidi impresentabili e metodi di spartizione dei poteri e delle sfere di influenza territoriale come ai tempi di “Claudio&Claudio”, riferito al duo Scajola - Burlando.
C’è di più! Ci sarebbe anche Chi si avventura a denunciare manovre che dovrebbero portare Uomini, Risorse, Imprese a “traslocare” in Liguria per rilanciare il vizio (mai ammortizzato) della contaminazione tra Politica e Malaffare nel ricco piatto degli appalti pubblici in essere o programmati per la Liguria o nel danaroso sistema dei rifiuti.
Vedremo! Ciò che è chiaro (almeno per me) è l’inconsistenza (a tutt’oggi) di una chiave di lettura (anche interna al Centro Destra ligure) che prevedeva lo scatenarsi di forme di giustizialismo o d’interventi della Magistratura ad horas, ad libitum e ad personam, già nel momento della formalizzazione delle liste “anomale”. Salvo che non sia successo “a mia insaputa”, non mi pare si sia avverata questa profezia di Cassandra.
Intanto, ad Alassio gli arancioni del primo cittadino Enzo Canepa, da un lato rilanciano sferzando Marco Melgrati e le sue luci della ribalta “L’appuntamento elettorale delle prossime amministrative è d’importanza decisiva per la nostra Città; in questi cinque anni, abbiamo lavorato per rilanciare Alassio dopo la difficile situazione ereditata; a giugno gli alassini dovranno scegliere tra forze di buona volontà e buon senso, che non fanno promesse irrealizzabili, e altri che invece danno la priorità ad ambizioni personali” e, dall’altro mette a segno un ottimo colpo annunciando l’appoggio di Piera Olivieri, attuale consigliere di minoranza tra le file di Progetto Alassio, che ha annunciato a sorpresa la sua decisione di far parte della lista del sindaco uscente.
Se queste sono le premesse, credo ci saranno sorprese: insomma se Atene piange (PD), Sparta non ride (Centro Destra)! Ci sarà da divertirsi e da seguire – con molta attenzione – gli sviluppi della contesa ligure e della qualità del suo essere laboratorio anche delle Politiche Nazionali.
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