Attualità - 04 ottobre 2018, 18:30

Un modello di accoglienza e integrazione: il progetto SPRAR in Val Bormida approda in TV

Le telecamere del programma di Raitre "Cartabianca" hanno dedicato un servizio al progetto di accoglienza integrata nei comuni di Millesimo, Roccavignale, Murialdo e Cosseria: "In questa valle ha trasformato l'accoglienza da emergenza a integrazione e ricchezza".

Un modello di accoglienza e integrazione: il progetto SPRAR in Val Bormida approda in TV

Un perfetto modello di accoglienza e integrazione, tanto da attirare l'attenzione dei principali mass media nazionali arrivando persino in TV su Raitre nel corso del programma "Cartabianca" condotto da Bianca Berlinguer. Stiamo parlando del progetto SPRAR in Val Bormida che coinvolge i comuni di Millesimo, Roccavignale, Murialdo e Cosseria (Cengio, che inizialmente aveva aderito assieme alle altre località citate, ha recentemente preso le distanze dall'accoglienza integrata).

Nella serata di martedì scorso, durante la messa in onda del programma incentrato principalmente sul caso riguardante l'arresto del sindaco di Riace Domenico "Mimmo" Lucano (divenuto un vero e proprio simbolo nell'ambito dell'accoglienza di migranti e rifugiati politici), le telecamere del programma Rai hanno così fatto visita alla comunità valbormidese mostrando esempi concreti di integrazione. 

"In questa valle il progetto SPRAR ha trasformato l'accoglienza da emergenza a integrazione e ricchezza" sottolinea il servizio che svela la situazione dei richiedenti asilo giunti in Val Bormida grazie alle testimonianze di alcuni di loro (attualmente residenti a Murialdo) e alle interviste rilasciate da persone coinvolte nel progetto come Amedeo Fracchia, sindaco di Roccavignale, comune capofila del progetto:

"È venuto un po' naturale per difendere il territorio aderire a questo progetto SPRAR, dove siamo noi in prima persona a gestire il fenomeno - ha spiegato il primo cittadino roccavignalese - prima eravamo completamente tagliati fuori: le cooperative trovavano un alloggio e la prefettura mandava direttamente i richiedenti asilo sul territorio senza interpellarci".

Ai microfoni di "Cartabianca" anche Simone Ziglioli di Cooperarci che si è espresso sul tema del nuovo Decreto Sicurezza secondo il quale i richiedenti asilo non avrebbero più diritto a stare negli SPRAR: "Noi su cinquanta beneficiari abbiamo trenta richiedenti asilo. Queste persone sono due anni e mezzo che sono qua, dopo aver fatto un percorso prima nei CAS e adesso da un anno nello SPRAR: lavorano, hanno un'attività, hanno fatto tutta una serie di formazione e certificazione delle competenze che stanno andando bene e stanno dando un profitto. Con il decreto sicurezza rischieremmo che queste persone vengano spostate".

In conclusione l'intervento di Giovanni Novello (presidente di Coseva, azienda socialmente responsabile) che conferma come nell'industria e nell'agricoltura i richiedenti asilo abbiano cominciato a svolgere lavori considerati necessari seppur poco appetibili per gli italiani: "Noi abbiamo quasi il 20% dei lavoratori che sono stranieri, segno di una grossa difficoltà a recuperare risorse umane adeguate sul territorio. Gli effetti del decreto sicurezza? Verrebbe a mancare una risorsa importantissima, nel nostro caso specifico in alcune zone dovremmo fermare delle attività".

Clicca QUI per vedere la puntata di "Cartabianca" in cui è andato in onda il servizio dedicato al progetto SPRAR in Val Bormida.

Roberto Vassallo

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