"In qualità di consiglieri regionali – dichiarano congiuntamente Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione Liguria, Gianni Pastorino, capogruppo Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria in Regione Liguria, e Sergio Rossetti consigliere Pd in Regione Liguria – abbiamo avuto la possibilità di arrivare nei pressi della nave della Marina Militare Italiana, in calata Bettollo, dov’è stato allestito il campo di prima accoglienza ai 100 migranti arrivati stamattina a Genova.
Fra di essi si contano 17 donne, di cui 6 in stato di gravidanza subito trasferite all’Istituto Giannina Gaslini, e 23 bambini, di cui 4 probabili minori non accompagnati. In primo luogo teniamo a ringraziare la Protezione Civile, le pubbliche assistenze, le Misericordie, la Croce Rossa e le forze dell’ordine per le operazioni di prima assistenza che hanno fornito ai migranti sbarcati dalla nave, a partire proprio dalle donne e dai minori.
Così come ringraziamo l’opera dei medici militari che hanno fornito loro l’assistenza durante il viaggio in mare. Ci auguriamo che le operazioni di identificazione procedano con altrettanta efficienza e soprattutto celerità, perché numerosi migranti adulti aspettano che vengano eseguite tali operazioni esposti al sole sul ponte della nave, ed è quindi auspicabile che al più presto vengano ricoverati nelle tende allestite a calata Bettollo.
Occorre però segnalare che a tuttora nessuno conosce la destinazione finale dei migranti, perché il Ministro degli Interni non ne ha ancora dato comunicazione. Siamo sconcertati che il presidente della Regione Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci, nel loro ruolo di rappresentanti delle comunità ligure e genovese, non fossero presenti questa mattina a dare il benvenuto a queste persone, perché prima delle opinioni politiche viene l’umanità e consideriamo doveroso che chi riveste importanti ruoli istituzionali porga il suo saluto e accolga, idealmente in nome della comunità che rappresenta, chi scappa da guerre, persecuzioni, carestie.
Apprendiamo che Toti si è affrettato a dire che queste persone non rimarranno a lungo in Liguria, un’affermazione che poteva francamente evitare perché il primo sentimento non deve essere quello di allontanarli ma di aiutare chi è in condizioni di sofferenza e disagio. Prima di tutto viene il rispetto per le persone umane".





