/ Cronaca

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Cronaca | 27 febbraio 2020, 19:30

Il 13 marzo a Savona l'udienza Sorrentino. Il legale Cangiano: "La firma dell'orefice è autentica, l'abbiamo sottoposta a perizia"

I familiari dell'orafo albenganese deceduto a settembre hanno impugnato il testamento che vede la Croce Bianca Albenga nominata "erede universale"

Il 13 marzo a Savona l'udienza Sorrentino. Il legale Cangiano: "La firma dell'orefice è autentica, l'abbiamo sottoposta a perizia"

La Croce Bianca nominata “erede universale” di Salvatore Sorrentino, l’orefice albenganese deceduto lo scorso settembre?

Per il legale Giorgio Cangiano, avvocato del sodalizio di pubblica assistenza di Albenga non ci sono dubbi: “Secondo i familiari che hanno impugnato le volontà del deceduto non sarebbe un testamento olografo, in quanto la firma di Sorrentino non sarebbe autentica. Noi abbiamo allegato una perizia della dottoressa Gallino, una professionista seria e rigorosa, un Perito che spesso presta consulenze al tribunale. Ma la cosa più importante è che il Perito da noi contattato ha comparato la firma del testamento con la firma del verbale di deposito richiesta dal notaio al momento della consegna del testamento. Quindi una firma assolutamente coeva, in quanto tracciata negli stessi giorni. Pare ovvio che negli anni, in tutte le persone, la calligrafia cambi un po’. Ma qui stiamo parlando di due firme tracciate a pochi giorni di distanza e sono assolutamente identiche.

Questo aspetto – sottolinea il Legale Cangiano – va a mettere in discussione anche quanto dichiarato da chi ha impugnato il testamento sostenendo che l’uomo, in quella fase della sua vita, non fosse nemmeno più in grado di firmare, in quanto ha compiuto questo gesto proprio di fronte a un notaio”.

La data dell’udienza sarà venerdì 13 marzo in tribunale a Savona. La decisione di Sorrentino di nominare "erede universale" la Croce Bianca è legata al rapporto di affetto e fiducia nato nell'ultima fase della vita dell'orafo tra l'uomo e numerosi militi dell'associazione, che si prendevano cura di lui accompagnandolo a visite, analisi e cure periodiche.

Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno provveduto al dissequestro dell’appartamento in cui morì l’uomo, riconsegnandolo alla legittima proprietaria, la figlia della moglie di Sorrentino.

Redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium