Politica - 26 maggio 2020, 12:58

Approvato dalla Regione piano territoriale attività di cava. Scajola: "Uno strumento per aiutare le imprese e tutelare il territorio"

Soddisfatti anche gli esponenti di 'Liguria Popolare': "Se potessimo pulire i fiumi rimuovendo tonnellate di inerti probabilmente ci sarebbe qualche cava in meno ma soprattutto qualche alluvione in meno"

Approvato dalla Regione piano territoriale attività di cava. Scajola: "Uno strumento per aiutare le imprese e tutelare il territorio"

É stato adottato dal Consiglio regionale su proposta dell'assessore all'urbanistica Marco Scajola il nuovo piano territoriale regionale delle attività di cava. A distanza di 20 anni dall'approvazione del precedente piano, Regione Liguria si dota di un nuovo strumento al passo con le nuove esigenze produttive.

Il piano assicura l'ordinato e razionale approvvigionamento dei materiali da costruzione necessari al fabbisogno regionale delle opere edili (infrastrutture, ripascimenti costieri, difese spondali), contemperando l'interesse economico e strategico dello sfruttamento dei giacimenti con la pianificazione del paesaggio e la tutela del suolo.

L’attività estrattiva ha subito negli ultimi anni la crisi del settore edilizio e il nuovo piano cerca si stabilire un equilibrio tra gli interessi del settore estrattivo e la necessità di preservare la riserva del giacimento, in quanto risorsa non rinnovabile.

Il nuovo piano non prevede nessun nuovo polo estrattivo, riduce del 30% il numero di cave e del 50% il numero dei depositi degli scarti da estrazione dell' ardesia, ma consente di reperire i materiali necessari nelle attività che già operano nel settore, nelle quali si prevedono ampliamenti per il 14% dei casi. Inoltre prevede una particolare modalità di coltivazione dei giacimenti per consentire la migliore ricomposizione ambientale e paesaggistica al termine dello sfruttamento: viene infatti stabilito l'obbligo, per le cave che hanno esaurito l' attività estrattiva, di ricomporre il paesaggio e l'ambiente, demandando ai Comuni la definizione delle destinazioni urbanistiche di tali aree, anche nell' ottica di una valorizzazione dei siti ai fini turistico-ricettivi.

"Questo piano era atteso da tempo - spiega l'assessore Scajola – Siamo intervenuti di fronte a una esigenza particolarmente sentita da diverse realtà produttive e dalle amministrazioni locali. Si tratta del compimento di un grande lavoro di condivisione iniziato già nel 2016 con incontri e confronti su tutto il territorio ligure, per arrivare in questo modo ad un testo costruito insieme”.

“Le attività di cava sono realtà economiche che impegnano direttamente circa 700 persone e movimentano un indotto di 2000 persone nell'intera regione, posti di lavoro che mai come adesso necessitano di essere tutelati dalle istituzioni – aggiunge Scajola – Si tratta poi di una attività primaria per i processi produttivi e la realizzazione delle infrastrutture, quindi un elemento strategico per la nostra economia. I materiali lapidei sono impiegati anche per le difese spondali, i ripascimenti delle spiagge, i muretti a secco e il rivestimento architettonico”.

“Il piano - conclude l’assessore Scajola - è lo strumento di pianificazione fondamentale per garantire il corretto impianto delle attività di cava nel territorio ligure e contemporaneamente costituisce lo strumento di programmazione di lungo termine sulla base del quale le aziende operanti nel settore saranno in grado di programmare con certezza i propri investimenti. Il Piano inoltre ha l'obiettivo di individuare le misure atte a garantire la riqualificazione ambientale e paesaggistica delle aree oggetto di escavazione sia durante la coltivazione sia in fase di cessazione”.

“Questo provvedimento era atteso da tempo - aggiunge il Presidente di Liguria Popolare Andrea Costa - e finalmente questa amministrazione ha posto mano ad un’esigenza sentita dai territori e  dal mondo produttivo,  che occupa circa 1000 addetti”.

“Ho sentito molte critiche da alcuni consiglieri e dal mondo dell’ambientalismo - prosegue Costa, che in Regione Liguria ricopre il ruolo di Presidente della Terza Commissione Attività Produttive e Lavoro - ritengo però che si debba uscire dalla logica della contrapposizione uomo e ambiente perché si possono svolgere le attività sul territorio rispettando l’equilibrio ambientale e le sue biodiversità”.

“A tutti gli ambientalisti che alzano le barricate e gridano allo scempio ogni volta che si apre una cava voglio ricordare che la produzione di inerti è fondamentale per tutto il settore dell’edilizia e delle opere pubbliche - continua Costa - basterebbe più buon senso e meno fanatismo ma soprattutto che il Governo rivedesse la norma sulla pulizia dei fiumi che consentirebbe il recupero degli inerti”.

“Se ci fosse permesso di pulire i nostri fiumi rimuovendo tonnellate di inerti probabilmente ci sarebbe qualche cava in meno ma soprattutto qualche alluvione in meno – conclude il leader dei popolari Costa – oggi con questa approvazione finalmente riordiniamo un settore delicato nel rispetto del lavoro e dell’ ambiente”.

Anche i consiglieri del gruppo si uniscono al coro delle voci soddisfatte: "Le cave sono un’attività della tradizione dei nostri territori e molto importante per la nostra regione - spiegano i consiglieri regionali Gabriele Pisani e Vittorio Mazza - sia dal punto di vista storico, che per l’economia attuale. La politica, oggi più che mai, deve dare risposte ai lavoratori e l’approvazione odierna è la testimonianza che vogliamo essere concreti. Ci è voluto molto tempo per arrivare a questo punto, molto lavoro e impegno: la Legge precedente era ormai di 20 anni fa, era forte la necessità di riorganizzare la materia. Per questo riteniamo che il lavoro promosso dall’assessorato e dagli uffici sia stato molto utile e preciso".

“Io stesso sono stato in visita a una cava e ho potuto toccare con mano il grande valore di un mestiere che è stato tramandato e che ancora oggi può essere un’importante fonte di sviluppo e una grande ricchezza per il nostro territorio”, conclude il capogruppo di Liguria Popolare Gabriele Pisani.

Redazione

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