Il Patto per Savona di Marco Russo avvicina il Pd ma allontana i Cinquestelle. Un primo incontro tra l’avvocato e i grillini ha lasciato aperto un minimo spiraglio; tuttavia, se da un lato c’è la strada maestra indicata da Ferruccio Sansa che vede anche a Savona la replica dell’alleanza (ancorché sconfitta) M5S-Pd, dall’altra ci sono enormi perplessità da parte del movimento sul metodo e sui contenuti della proposta politica di Russo.
Cominciamo dal metodo. Non è accettabile, argomentano i Cinquestelle, che Russo si presenti ai potenziali alleati come il “contenitore” di un progetto politico che noi dovremmo riempire di contenuti. Una pretesa digeribile se arrivasse da una figura autorevole, indiscutibilmente popolare, da un campione di consensi. E Russo, con tutto il rispetto, non ha queste caratteristiche. Ecco il ragionamento dei grillini.
Riguardo ai contenuti programmatici del Patto, il giudizio emerso dal dibattito interno al movimento, è che un semplice indice sui temi da affrontare, un elenco di obiettivi, non sia sufficiente.
I Cinquestelle non hanno trovato nel programma di Russo una sola soluzione alle priorità per Savona. In altre parole, latitano i contenuti che il M5S si aspettava da un progetto che nasce da un’auto candidatura. Obiezioni di sostanza che rendono pressoché impraticabile la strada di un accordo. Russo ha invece convinto i vertici del Pd ed è questa per lui un’ottima notizia.
Ora dovrà fare l’equilibrista tra la caccia al voto dei moderati e l’abbraccio della sinistra meno barricadera. Senza il sostegno dei grillini, quei voti gli servono come il pane.





