Un incontro in videoconferenza relativo al nuovo polo logistico portuale di Vado Ligure convocato proprio dal sindaco vadese Monica Giuliano che ha visto coinvolti i maggiori operatori e tutte le rappresentanze sindacali, per evidenziare e condividere i risultati già raggiunti.
Al centro la riconversione industriale e occupazionale rinata negli ultimi anni grazie oltre alla piattaforma Maersk anche alla reindustrializzazione delle ex aree Tirreno Power.
"Il livello occupazionale ci riporta al gennaio del 2011, considerando tutti gli occupati portuali su Vado Ligure e Bergeggi e una fortissima crisi nel 2014, con l'attivazione della piattaforma nel 2018 sono al momento 2300 totali" spiega Alessandro Berta, direttore dell'Unione Industriali di Savona.
"Vado ha avuto una vitalità importante per le aziende che anche durante l'area di crisi sono riuscite a continuare le loro attività, ci sono progetti fondamentali che proseguono - ha continuato Berta - e al momento il blocco dei licenziamenti non influisce in questi numeri".
"Gli operatori non hanno concluso il loro planning di sviluppo, non è finito e se ne affiancheranno altri che non sono presenti ma che hanno presentato progetti importanti (uno di circa 20 milioni di euro) per la riqualificazione di aree che non sono attualmente operative" prosegue la prima cittadina di Vado.
"E' stato confronto molto utile per fotografare lo stato delle cose non solo dal punto di vista delle attività e dell'occupazione ma anche per ciò ci aspetta delle infrastrutture. Gli operatori raggruppano e fanno parte di filiere che si sono insediate e sviluppate" ha dichiarato il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Fabio Gilardi.
"I dati di oggi certificati dall'Istat parlano di un 2020 rispetto al 2019 che si chiude con 11mila occupati in meno, di questi il 30%, 3200, persi in provincia di Savona - specifica il segretario generale della Cgil Savona Andrea Pasa - la riunione di oggi ci consegna però un'analisi che è in controtendenza in tutta la provincia di Savona. Oggi sono ancora troppi i lavoratori precari e i rapporti sindacali con le aziende che hanno fatto investimenti faraonici non sono ancora all'altezza".
"I sindacati in questi anni hanno fatto un lavoro sull'area vadese straordinario, abbiamo messo in campo azioni che hanno fatto sì che siano presenti i livelli occupazionali del 2011. Non siamo ancora a centrare l'obiettivo che ci eravamo prefissati nel 2018-2019 ma siamo nella buona strada, dobbiamo lavorare tutti perché la provincia di Savona e l'area di Vado diventino strategiche per il paese perché si possa costituire un polo per l'energia" ha continuato Pasa.
"I posti di lavoro si perdono in provincia di Savona, c'è però da dire che se parliamo di Vado è il top dell'occupazione, ci sono stati progetti che hanno portato a delle assunzioni, su Bombardier se si mantengono le maestranze è un fattore più che positivo, Sanac invece è un punto interrogativo" precisa il segretario della Uil Gianni Mazziotta.
Tirreno Power, Vernazza, Zpmc e Apm Terminals hanno specificato che la pandemia ha avuto un impatto importante ma gli investimenti sono stati completati e il livello occupazionale sta crescendo.





