Anche Albenga ha celebrato, con bandiere a mezz'asta e una cerimonia ristretta nel rispetto delle normative anti contagio, la prima Giornata nazionale per la memoria delle vittime del Covid19, istituita dal Governo con l’ok della Commissione Affari Istituzionali del Senato.
Oltre ai membri dell'amministrazione cittadina, davanti al palazzo comunale in raccolta una rappresentanza dei militi della Croce Bianca locale, le associazioni di volontariato, combattentistiche e d’arma. E proprio a loro dedica il suo primo pensiero il sindaco Riccardo Tomatis: “Li ringrazio per il lavoro incommensurabile fatto in tutto questo periodo".
"È trascorso esattamente un anno dal 18 marzo 2020 quando, a Bergamo, i camion dell'esercito uscivano dalla città trasportando centinaia di bare di defunti - ricorda commosso il primo cittadino ingauno - Un'immagine indelebile nelle nostre menti e nei nostri cuori che ci ha fatto rendere conto del dramma che stavamo vivendo".
E mentre il Presidente Draghi si è recato a Bergamo, in tutte le città italiane, i sindaci porgono il loro cordoglio per le vittime che in quest’anno il Covid ha mietuto.
"Oggi non sfilano più i camion dei militari, ma i numeri della pandemia ci dicono che la situazione continua ad essere grave - prosegue Tomatis - A dispetto di un anno fa forse adesso abbiamo una speranza data sia dai farmaci che sono migliorati, ma soprattutto dall’arrivo del vaccino che è l’unica via d’uscita da questa situazione così difficile".
Ma non è l'aspetto sanitario il solo cu cui il sindaco ingauno concentra l'attenzione: "I temi che oggi affrontiamo non sono solo quelli legati alla sanità, ma anche all’aspetto economico che è altrettanto importante. In questo periodo ho avuto modo di incontrare moltissimi cittadini che, magari a causa delle restrizioni dettate dal Covid, hanno dovuto interrompete la loro attività lavorativa. Perdere il lavoro significa perdere la dignità dell’uomo e questa è una tragedia che non possiamo non tenere in considerazione e che temo durerà ancora molto tempo. Per questo ognuno di noi deve impegnarsi, per quanto possibile, al fine di permettere al Paese di superare anche questa emergenza".
"C’è poi l’aspetto sociale che non è da meno - aggiunge - e che ha riguardato tutte le fasce di età, dalle persone anziane che non hanno più potuto abbracciare i loro figli e i loro nipoti, ai bambini che hanno perso il piacere della scuola e di poter vivere serenamente quelle esperienze di socializzazione che essa poteva dare. Ciò avrà delle ripercussioni sulla crescita dei nostri figli, ma spero che tutto questo possa servire a farci diventare un domani migliori di quello che siamo stati".
"Sicuramente abbiamo scoperto una parte del nostro Paese che si è messa in gioco cercando di aiutare gli altri" è però il messaggio di speranza.
"Oggi, distanti ma uniti, ricordiamo tutti coloro che hanno perso la vita a causa del Covid in questo anno che non ho difficoltà a definire tragico" conclude Tomatis.





