Forte stagionalità, bassi salari e tante forme di irregolarità contrattuale. Sono questi, secondo il quadro a tinte fosche dipinto dalla Filcams Cgil, i mali endemici del turismo, che si protraggono già da prima della pandemia, la quale ha ulteriormente messo in luce le criticità, portando allo scoperto le condizioni di un lavoro sempre più precario e mal retribuito.
"L’allarme lanciato dagli imprenditori che denunciano la mancanza di lavoratori è fuorviante oltreché strumentale, quello che manca è in realtà un lavoro stabile, regolare e dignitoso e quindi sostenibile" afferma il segretario savonese Cristiano Ghiglia.
L'analisi di Cgil continua coi dati, i quali "evidenziano quanto il lavoro nel turismo sia il più precario: il 41% dei lavoratori rispetto al 22% del totale dell’economia nazionale; così come è forte l’incidenza della stagionalità, il 14% rispetto al 2% del dato di riferimento a livello nazionale" continuano dal sindacato nella nota.
Precarietà e instabilità contrattuale sono le caratteristiche di un comparto nel quale più del 55% dei lavoratori a chiamata presta attività nella filiera del Turismo e della Cultura. Lo dimostrano anche i dati relativi alle assunzioni a tempo indeterminato, nettamente inferiori nel Turismo e nella Cultura rispetto agli altri settori: il 59% a tempo indeterminato contro l’82% del totale economia.
La situazione, già difficile, è stata aggravata dai mesi di fermo dovuti all’emergenza sanitaria, facendo aumentare anche le tante forme di lavoro irregolare, nero o grigio.
"Secondo i dati dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro - prosegue Ghiglia - sono state 10.472 le violazioni accertate nel 2020; il 17% del totale economia, con un tasso superiore al 70% per le attività di alloggio e ristorazione".
"Il lavoro nel turismo è anche 'il più nero': secondo i dati dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, il 46% delle violazioni totali, mentre un altro 12% riguarda l’orario di lavoro. A tutto ciò si aggiungono le basse retribuzioni (nel turismo e della cultura sono pari ai 2/3 del totale economia), l’orario di lavoro ridotto (il 54% di part time contro il 29% del totale economia) e la dequalificazione professionale (82% di qualifiche 'operaie' contro il 53% del totale economia)" aggiunge.
La soluzione secondo Filcams Cgil? "Un nuovo modello di turismo - spiega Ghiglia il conclusione - fatto di inclusione, sostenibilità e legalità, nel perimetro del rispetto della legge e dei Contratti Nazionali di settore; solo così sarà possibile gestire la ripresa per un rilancio del settore".
Proprio per affrontare l'argomento il prossimo 30 giugno alle 16.30 il sindacato nazionale proporrà un evento visibile online sui canali social Filcams Cgil e Collettiva.it dal titolo "Il nostro turismo" al quale interverranno il segretario generale Maurizio Landini e la segretaria di categoria Maria Grazia Gabrielli, oltre al ministro Garavaglia ed esponenti del mondo del lavoro e della ricerca.





