Riaprire al più presto il Punto Nascite dell'ospedale Santa Corona. È questo il grido che si leva ormai da 253 giorni, ovvero dal momento in cui è stato chiuso il reparto Ginecologia, Ostetricia e Neonatologia del nosocomio pietrese, lasciando così l’ospedale San Paolo di Savona come unico riferimento per un bacino di utenza che va da Imperia a Savona, entroterra compreso.
Un grido che le cronache degli ultimi giorni, con i casi dall'esito diametralmente opposto che hanno riguardato due nascituri, hanno reso ancor più forte aumentando altresì la preoccupazione e i timori di chi nei prossimi mesi è attesa dal parto.
È il caso di Marilena, residente a Calice Ligure, che ad ottobre dovrà partorire: "La mia non è una situazione facile, essendo ipertesa la mia è una gravidanza a rischio - ha confidato la diretta interessata a Savonanews - purtroppo non essendo automunita ed avendo il mio compagno spesso lontano per motivi di lavoro, sono costretta a muovermi con i mezzi pubblici: per me diventa difficile recarmi fino all'ospedale di Savona, oltretutto considerando la nota situazione di strade e autostrade".
"Questo, che può sembrare un mio problema personale, in realtà è quello di una comunità intera - ha aggiunto Marilena - siamo preoccupati e ci auguriamo che il Punto Nascite di Pietra Ligure venga riaperto il prima possibile".
Nel frattempo, dopo le prime visite all'ospedale San Paolo (dove per un periodo è stata ricoverata per problemi non relativi alla gravidanza) con controlli ogni volta con un ginecologo diverso, la donna è ora seguita dalla dottoressa Airaudi: "Posso dire che per me è stata, e sempre lo sarà, la numero uno".
Le visite ambulatoriali le sta ora effettuando al padiglione 17 del Santa Corona.
"Ho già un figlio di nove anni nato a Santa Corona e vorrei che anche la mia bambina nascesse nello stesso ospedale - conclude Marilena - è logico che sia così. Per la sicurezza di mamme e bambini del nostro comprensorio c'è assolutamente bisogno che riapra il Punto Nascite di Pietra Ligure".