Corteggiata, illusa e poi ricattata. A raccontare la sua storia con animo forte per sensibilizzare le vittime, non rare, di truffe romantiche è stata Elda Olin Verney durante il talk show mattutino di Rai 2 "I fatti vostri".
Intervistata dal conduttore e giornalista Salvo Sottile, noto per le sue inchieste, l'ex consigliere comunale savonese ha ripercorso, non senza cedere per alcuni momenti all'emozione, l'inferno vissuto dallo scorso agosto e conclusosi poche settimane or sono grazie ai suoi sospetti e all'intervento dei figli.
Tutto ha preso il via in piena estate, quando uno sconosciuto presentatosi come "di bella presenza, molto gentile e rispettoso", fingendo di confondere il suo numero di cellulare con quello di una signora conosciuta a Roma, ha avviato una sorta di moderno scambio epistolare attraverso WhatsApp.
Dopo averle mandato una foto il truffatore chiede così se quello scambi di messaggi sarebbe potuto continuare, e dopo circa quindici giorni dalle parole scritte si è passati alle telefonate, con una brevissima videochiamata, interrotta con la scusa di una carenza di segnale chiamando l'uomo dalla Francia, in cui le mostrava il suo cane e una casa.
A quel punto sembrava proprio stesse nascendo qualcosa di più di un'amicizia: "A me piaceva scrivere e ricevere messaggi, era una sensazione piacevole - ha spiegato la candidata all'ultima tornata elettorale con RiformiAmo Savona - Poteva sfociare sicuramente in qualcosa di più, una considerazione d'amore dell'uomo". Ma lui non poteva assolutamente incontrarla in nessun modo, adducendo anche la motivazione di doversi recare in Australia per questioni di eredità.
Il sogno di ritrovare questa compagnia però comincia a scricchiolare fortemente quando dalle parole dolci questo falso corteggiatore ha iniziato ad avanzare richieste economiche con strane scuse.
Tra i sospetti però, un poco di spazio nel cuore di Elda Olin il desiderio di ritrovare una compagnia dopo alcuni anni di vedovanza se lo era ritagliato: "Il mio problema è stato aver avuto vergogna di me stessa quando ho capito. Non sono sola, ho due figli e il ricordo di mio marito venuto a mancare quattro anni fa. Però mi mancavano quelle parole che ai figli non dai, quelle sensazioni che ti aprono il cuore che avevo smesso di provare. Perciò nel momento in cui ricevevo il messaggio sorridevo, ero felice".
I figli però si sono accorti che qualcosa non andava quando sono cominciate anche delle telefonate in francese. A quel punto il raggiro ha preso ad assumere contorni più nitidi, destando perplessità nei famigliari. E così Elda ha raccontato tutto: "E' stata una sensazione liberatoria, è stato bellissimo perché mi sono stati vicini: io gli ho dato la vita e loro l'hanno restituita a me, anche con gli interessi direi".
Da lì il blocco dei contatti, la denuncia alla Polizia Postale e tutte le procedure del caso, finché in scena sono entrate altre persone con la scusa di vantare un credito da 20 mila euro nei confronti del corteggiatore truffatore sottoponendola a un ricatto con video contraffatti in cui l'ex consigliere veniva mostrata nuda in atteggiamenti intimi.
Ancora una volta sono intervenuti i figli che ingaggiando un'agenzia investigativa hanno aiutato Elda Olin a mettere la parola fine alla truffa.
Risolta, o quasi, la buriana che l'ha visto coinvolta in prima persona, l'esponente riformista della politica savonese, nel pieno spirito che la contraddistingue da sempre, non si fermerà qui: "Io son fortunata perché ho dei figli e una famiglia, ora il mio compito è aiutare gli altri con un progetto insieme a persone competenti dedicato alle vittime di questi raggiri. Cosa dico alle vittime? Prima di tutto dovete pensare a non pagare e poi rivolgervi alla Polizia Postale".









