Parenti, amici, conoscenti, si sono stretti questa mattina nella chiesa di San Francesco in piazza Bologna a Savona per porgere l'ultimo commosso saluto a Martina Riberti, la 18enne deceduta a seguito di un incidente avvenuto lo scorso sabato mattina sull'autostrada A10 tra Albisola Superiore e Celle Ligure all'imbocco della galleria Fighetto.
La giovane, nata a Genova ma residente a Savona, viaggiava come passeggera su di una Mini rossa alla cui guida si trovava il cugino 24enne Gabriele Tantini, anch'egli genovese di Lumarzo, e al bordo della quale vi era pure un cane: per la 18enne e per la bestiola non c'era stato nulla da fare, nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori.
L'impatto contro le pareti del traforo, che si era verificato per cause non ancora chiarite, era stato troppo violento tanto che per le due vittime a nulla era servito l'intervento tempestivo dei soccorritori giunti sul posto con due ambulanze di Croce Verde albisolese e Croce Oro di Albissola Mare, e l'automedica.
Per estrarre i corpi dalle lamiere era stato necessario l'intervento anche dei Vigili del Fuoco: il lato passeggero della vettura era infatti completamente distrutto, mentre dal lato dell'autista presentava danni meno ingenti.
Il Pubblico Ministero Massimiliano Bolla aveva poi disposto il sequestro del mezzo e sta attendendo gli esiti di una perizia per conoscere con precisione la dinamica dell'incidente.
Martina aveva frequentato fino all'anno scorso il liceo classico Gabriello Chiabrera e le sue grandi passioni erano il canto e le crociere.
Suo papà, Alessandro Riberti, con una lettera ieri l'ha ricordata come ha fatto oggi in chiesa facendo ascoltare la sua soave voce mentre cantava Hallelujah di Leonard Cohen: “Era una ragazza solare, che amava la vita, la musica, e che soprattutto amava cantare: aveva una voce meravigliosa. E aveva tutta la vita davanti. Questo terribile incidente ce l’ha strappata: non sarà facile andare avanti. Se chiudo gli occhi mi sembra quasi di sentirti. Grazie Marti per quello che eri e quello che sei".
"Non celebriamo una morte, ma la speranza, che non è l'aspettativa che dopo ci sia qualcosa, l'amore di Dio che si manifesta nel crocifisso che non si ferma di fronte al rifiuto, quell'amore è il fondamento della speranza cristiana, che non è a tempo determinato - ha detto nella sua predica il parroco - Martina è amata da sempre da Dio, prima ancora che nascesse. Questo amore eterno non ha inizio e non ha fine, è fedele, non arretra, non si arrende. Ci aiuta a comprendere anche dopo l'orizzonte e la sua vita adesso è piena. Chiediamo a Martina di pregare per noi".










