Attualità - 07 febbraio 2022, 15:16

Il sindaco di Savona Russo in udienza dal Papa: “3 spunti di incoraggiamento con le parole paternità, periferie, pace”

Il primo cittadino del capoluogo di provincia ha fatto parte di una rappresentanza di sindaci italiani che ha incontrato il Pontefice

Il sindaco di Savona Russo in udienza dal Papa: “3 spunti di incoraggiamento con le parole paternità, periferie, pace”

 

Insieme a una rappresentanza di sindaci italiani, sabato 5 febbraio il primo cittadino di Savona Marco Russo ha partecipato all’udienza privata del Papa organizzata da Anci.

Papa Francesco, in Sala Clementina, davanti a una platea di fasce tricolori, ha parlato dell’onere dei sindaci, che ha riconosciuto come particolarmente gravoso in questi anni di pandemia, e della "solitudine della responsabilità”, ma anche del ruolo dei cittadini e delle reti solidali. “Spesso la gente pensa che la democrazia si riduca a delegare con voto - sono le parole del Santo Padre - dimenticando il principio della partecipazione, essenziale perché una città possa essere bene amministrata”.

Il Pontefice ha voluto offrire tre parole di incoraggiamento ai sindaci: paternità (o maternità); periferie; pace.

“Il servizio al bene comune è una forma di alta carità - ha detto - paragonabile a quello dei genitori di una famiglia”.

“Partire dalle periferie - ha spiegato Francesco  -non vuol dire escludere qualcuno, è una scelta di metodo, non una scelta ideologica, vuol dire partire dai poveri per servire il bene di tutti. Voi lo sapete molto bene: non c’è città senza poveri”.

Sulla terza parola, pace, il Papa ha detto: “La pace sociale è frutto della capacità di mettere in comune vocazioni, competenze, risorse. E’ fondamentale favorire l’intraprendenza e la creatività delle persone, in modo che possano tessere relazioni significative all’interno dei quartieri”.

“Ho ascoltate parole - ha detto il sindaco Russo al rientro dalla Città del Vaticano - che mi hanno toccato profondamente e che ci stimolano a interpretare in un modo nuovo il nostro ruolo. Il sindaco Antonio Decaro che, in qualità di presidente Anci, ha parlato a nome di tutti, ha interpretato il pensiero e il sentimento dei primi cittadini presenti con parole elevate.

Il Pontefice ha richiamato l’alta funzione di servizio degli amministratori locali, la loro prossimità ai bisogni delle persone, il ruolo anche di educazione democratica e civica (parlando addirittura di paternità e maternità dilatata). Incontrare il Papa, ascoltare parole di grande profondità sulla nostra funzione, ma anche vedere tante fasce tricolori salire l’ampia scalinata del Palazzo Apostolico e poi riempire la Sala Clementina, è stato davvero emozionante ed è stata la rappresentazione plastica dell’Italia degli amministratori locali. Sindaci, assessori, consiglieri comunali devono essere orgogliosi di fare parte di questa comunità che oggi si fa carico dei problemi dei cittadini e che può rappresentare una speranza per il Paese. Questo ci deve stimolare a fare sempre meglio e a tenere un tono adeguato alla funzione che ricopriamo”.

 

Redazione

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