Attualità - 28 febbraio 2022, 12:29

Ato unico dei rifiuti, sindaci e Consiglio approvano il piano industriale di Sat. Dubbi dai piccoli centri dell'entroterra (VIDEO)

Tra astenuti e contrari, diverse le perplessità dei Comuni di Val Bormida e Valle dell'Erro: "Aspettiamo risposte dall'azienda, sarà uno svantaggio per molti"

Ato unico dei rifiuti, sindaci e Consiglio approvano il piano industriale di Sat. Dubbi dai piccoli centri dell'entroterra (VIDEO)

37 voti favorevoli, sei contrari e otto astenuti. Si sono espressi così nell'assemblea dei sindaci in Provincia i 51 su 65 primi cittadini del savonese in merito all'approvazione del piano industriale per la costituzione dell'Ato unico dei rifiuti a Sat che è stato deliberato anche nel consiglio provinciale dando così vita all'iter.

Hanno espresso il loro voto contrario i sindaci  di Altare, Bormida, Pallare, Pontinvrea, Sassello e Urbe e si sono astenuti invece i primi cittadini di Bardineto, Calice Ligure, Cengio, Dego, Giusvalla, Mallare, Osiglia e Piana Crixia.

Durante l'assemblea non sono mancate le critiche, le perplessità e le preoccupazioni, come già avvenuto negli ultimi mesi da parte di alcuni amministratori che in più di un occasione hanno chiesto a Sat un confronto per conoscere nel dettaglio il piano e i cambiamenti.

I sindaci avevano infatti chiesto alcune precisazioni sulle tipologie dei servizi e le modalità di raccolta e alcune implementazioni, ma permane ancora qualche perplessità sui servizi considerando che i singoli territori hanno caratteristiche diverse e sul futuro del servizio e di quanto i comuni potranno avere capacità decisionale quando l'azienda unica partirà con il servizio.

Dopo la deliberazione del piano sarà presente un periodo di transizione della durata di 24-36 mesi dalla data di stipula per poi partire con l'avvio della fase in regime dell'azienda.

"Come si può chiedere che venga approvata questa cosa? Quando si chiedeva di fare i sub ambiti eravamo in minoranza e ora lo saremo ancora, abbiamo chiesto tutte le informazioni a Sat ma la decisione è questa. Subiremo la questione" ha detto il sindaco di Pallare, Sergio Colombo.

"Per votare un piano a scatola chiusa, perché non abbiamo mai visto Sat a spiegare i costi, per efficienza ed economicità voterò contro questo piano, non ci sono i presupposti. Basta leggere il piano industriale per capire che sarà uno svantaggio per molti" ha continuato il sindaco di Pontinvrea, Matteo Camiciottoli.

"Vedo molte nuvole nere all'orizzonte, abbiamo fatto tante domande senza risposte. Il mio voto sarà a sfavore" gli fa eco il primo cittadino di Bormida, Daniele Galliano.

Sarebbe opportuno tranquillizzare alcuni piccoli comuni perché si possa studiare una soluzione fattibile per tutti. Se mi mettete il porta a porta si fa un danno a tutta la comunità, meglio forse se a Roccavignale si faccia la raccolta di prossimità" ha specificato il sindaco Amedeo Fracchia.

"È un provvedimento importante ma dovremo lavorare sugli adempimenti per arrivare all'atto di affidamento - il commento del presidente della Provincia Pierangelo Olivieri - Il tempo di 24-36 mesi sarà molto attivo e dinamico, un regime transitorio per andare a discutere su alcuni elementi. Non voglio fare l'ottimista a prescindere ma il nostro territorio ha un ruolo fondamentale, abbiamo la possibilità oltre che il dovere nei confronti delle nostre comunità".

"Esorterei la Provincia affinché Sat faccia gli incontri sul territorio per chiarire i dubbi. Richiedo che continui il ruolo centrale provinciale e che si faccia una serie di calendarizzazione per ascoltare e cercare di rassicurare chi ha timori" il commento in consiglio del consigliere provinciale Roberto Molinaro.

Attenzione alta anche sul tema impianti di smaltimento rifiuti: "La complessità del tema lo abbiamo vissuto per diversi anni e questo è un anello finale di un processo molto ampio che dovrà partire dagli impianti di cui questa provincia ha bisogno e dovremo investire su quello - puntualizza il sindaco di Vado Monica Giuliano - Abbiamo perso un treno in un modo gravissimo, in questa provincia ci sono gli spazi, le società pubbliche e c'erano le possibilità per costruirli. Ci hanno dato la possibilità di 'utilizzare' Sat, una scatola pubblica per le specificità territoriali, se ci sono perplessità, giustificate, di territori piccoli, l'azienda le raccoglierà. Sgombriamo il primo campo e prendiamoci i prossimi mesi, con i tecnici della Provincia e sul porta a porta qualche ritocchino lo chiederemo. Se noi oggi approviamo un piano che va nella direttiva di creare una scatola pubblica saremo pronti ad arrivare alla legge regionale più forti. La mia paura è che non avremo mai gli impianti di cui avremo bisogno e che saremo gestiti da altre province, dipenderemo da un privato che gestirà le tipologie di smaltimento di rifiuti". 

"Ci stiamo già lavorando in un'interlocuzione costante con la Regione, c'è un grande obiettivo a livello regionale per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti e nel ruolo degli impianti per i quali la provincia di Savona ha avuto un'importanza fondamentale - conclude Olivieri - Ci sono alcuni argomenti, partite specifiche in essere, dagli impianti che già esistono a quelli per la differenziata in alcuni territori, nell'albenganese e nel cairese, sono realtà molto importanti che vanno valorizzate, tutelate in una visione complessiva in cui la Provincia può essere fondamentale. Ci lavoreremo intensamente"

Luciano Parodi

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