Il docufilm “La bella gioventù”, ideato e diretto da Raffaella Verga sul territorio ingauno la scorsa primavera, ha ricevuto il premio “Award of Merit” in occasione dell’ultima edizione dell’Accolade Global Film Competition. Il Festival online – virtuale, noto a livello internazionale, premia e mette in luce i talenti che si distinguono nel mondo del cinema e della tv.
“Sono felicissima di questo ottimo risultato – commenta Raffaella Verga ai microfoni di Savonanews -. Nel frattempo ci è stato comunicato che siamo stati selezionati anche al Roma Prisma Film Awards. Stiamo raccogliendo i frutti di questo lavoro, che abbiamo svolto con il prezioso contributo di tanti giovani meravigliosi, a testimonianza che la “bella gioventù” esiste eccome!”.
Una ricerca sociale che passa attraverso l’occhio della camera da presa, che punta a conoscere meglio “l’altra parte” dei giovani di oggi, quelli che non fanno “notizia”, e a dare voce a chi vive e si impegna al di là delle generalizzazioni. Hanno sogni, aspettative, progetti e purtroppo anche delusioni e paure. Si raccontano e ci mostrano tutte le sfumature di giovani che esistono, ci raccontano come vivono e cosa desiderano dal mondo adulto.
“Ho deciso di realizzare ‘La bella gioventù’ perché voglio portare alla luce il volto bello dei giovani, quello pulito e sano, che non perdono tempo e andare contro gli stereotipi. Ad Albenga ho trovato davvero la stupenda gioventù”, ha commentato la scrittrice e sceneggiatrice.
“Con questo docufilm, si rompe il velo delle etichette con un messaggio positivo universale. Penso che sia giusto mettere in evidenza quei giovani sani e belli dentro e impegnati, perché sono testimonianza di un modello positivo a cui altri possono ispirarsi”, conclude la sceneggiatrice.
Il docufilm, sostenuto da Glfc, Coop Liguria, Comune di Albenga, Fondazione de Mari e prodotto da Fargoff di Roma e Lucernafilms, racconta quindi il viaggio "dentro e con" quella parte preponderante dei “nostri” giovani che è pronta a mettersi in gioco, impegnandosi e a volte rischiando in prima persona pur di “fare bene”.
Protagonisti per lo spazio di un breve racconto sono i “nostri” ragazzi, che rappresentano l’energia pura e vitale del nostro Paese. Un viaggio che mette in luce quella parte di gioventù che non fa notizia in quanto lavora in silenzio e, nonostante il difficile momento, fa di tutto per appropriarsi di quel dono che è la vita stessa.
Il docufilm è un omaggio a Ugo Gregoretti per il suo “I nuovi angeli” e Pier Paolo Pasolini per “Comizi d'amore”.





