Attualità - 08 marzo 2022, 11:57

Albenga, anche i sindacati l'11 marzo in piazza per un pronto soccorso al Santa Maria di Misericordia

Alla manifestazione "Senza pronto soccorso si muore" parteciperanno anche Cgil, Cisl e Uil, che ieri (7 marzo) hanno incontrato l'Amministrazione comunale

Albenga, anche i sindacati l'11 marzo in piazza per un pronto soccorso al Santa Maria di Misericordia

"L’11 marzo ci saremo. Manifesteremo per un nuovo modello sociosanitario che possa rispondere alle esigenze del territorio". Con questo esito si è chiuso l’incontro tenuto nel pomeriggio di ieri, lunedì 7 marzo, tra l'Amministrazione comunale albenganese rappresentata dal sindaco Tomatis e dall'assessore Marta Gaia, e i rappresentanti di Cgil con la presenza del segretario generale Andrea Pasa e dei segretari di Fp Ennio Peluffo e Spi Fausto Dabove, Cisl col rappresentante territoriale Simone Pesce e Uil rappresentata da Franco Bertolo e Angelo Pallaro.

"La manifestazione prevista per l’11 marzo è partita dal territorio, da un’esigenza che ci è stata rappresentata durante una serie di incontri con le associazioni del territorio – ha spiegato il primo cittadino di Albenga, Riccardo Tomatis –. È assolutamente nostra intenzione, anche sulla base della partecipazione che ci sarà quel giorno, avviare un percorso con Cgil, Cisl e Uil per discutere insieme della sanità territoriale, non solo dell’Ospedale di Albenga e del reparto di gestione delle emergenze che l’intero comprensorio reclama e di cui necessita".

E sulla necessità di partecipare uniti tutti i rappresentanti del territorio punta anche il segretario savonese di Cgil, Andrea Pasa: "Bisogna costruire insieme un nuovo modello sociosanitario che possa rispondere alle esigenze del territorio. La proposta della Regione, non solo su Albenga, ma su tutto territorio e in particolare sulla Provincia di Savona è del tutto inadeguato che ha la percentuale di over 65 anni e di patologie croniche più alta della Liguria ma più in generale più alta d’Italia".

"Noi saremo alla manifestazione dell’11 marzo - spiega quindi Pasa - per ribadire la necessità di avere il potenziamento della rete sociosanitaria territoriale, i pronto soccorso negli Ospedali di Albenga e Cairo Montenotte per la gestione delle emergenze e per un piano straordinario di assunzioni nell’Asl2 in quanto oggi mancano circa 600 operatori sanitari (Oss, infermieri, medici, ecc.)".

Un Pasa non convinto quindi dall'utilizzo previsto dalla giunta regionale dei fondi del Recovery Fund, per cui "il quadro che esce dal Piano della Regione Liguria per la gestione delle risorse provenienti dal PNRR sulla sanità rischia di non migliorare l’attuale situazione socio sanitaria della nostra Provincia, visto che non ci sono progetti che potenziano la sanità territoriale ma bensì il contrario (basti pensare che non è previsto un solo centesimo di investimento sul levante savonese con Varazze, Celle ed entroterra di Sassello, Pontinvrea, Giusvalla ecc.) oppure che le case di comunità siano previste solo all’interno degli ospedali presenti sul territorio rappresentando un controsenso, oppure ancora che venga di fatto cancellato il distretto sociosanitario Albenganese visto che sono previste solo 3 Centrali Operative Territoriali (COT) Finalese, Savonese e Valbormidese".

"Strutture come quelle della Val Bormida e di Albenga - chiosa Pasa - vengono drasticamente depotenziate e non vi è una visione complessiva di un territorio complesso come quello del ponente ligure".

Se convinta sarà l'adesione della Cgil, da capire ancora sotto quale forma parteciperà invece Cisl: "Riconoscendo la legittimità dell’iniziativa e delle richieste del territorio - afferma Pesce - nelle prossime ore il sindacato valuterà col suo gruppo dirigente e coi propri iscritti la tipologia di adesione alla manifestazione ma sottolinea che, senza una posizione condivisa a livello provinciale ed un metodo di confronto coordinato, le singole iniziative intraprese a livello locale rischiano di non ottenere l’attenzione sperata".

"Sono di Albenga e ho già visto iniziative sull’ospedale che, purtroppo, hanno portato a scarsi risultati. Una manifestazione può essere costruttiva se si inserisce all’interno di un percorso che possa portare la voce del territorio e le istanze che ne derivano al tavolo delle trattative" precisa invece Bertolo di Uil. 

"Inoltre - aggiunge - dobbiamo considerare che per affrontare tematiche sulla sanità si deve tenere conto della situazione complessiva sia regionale che dei territori, e che l'emergenza non può essere disgiunta dall'assistenza sanitaria più in generale, da anni in forte difficoltà. Una motivazione è senza dubbio la carenza di personale, che al tavolo regionale le organizzazioni sindacali stanno affrontando per cercare di stabilire il giusto equilibrio di tutte le figure professionali che dovrebbero essere presenti in tutti i servizi sanitari e sociosanitari" conclude.

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