Politica - 24 marzo 2022, 18:15

Raddoppio ferroviario Finale-Andora, il territorio lancia l'allarme agricolo: "Rischio chiusura per 50 aziende"

Coldiretti e sindaci ascoltati dalla Terza Commissione Consiliare regionale. Netta contrarietà al percorso attuale: "Eccessivo consumo di suolo e scomodità per il turismo"

Raddoppio ferroviario Finale-Andora, il territorio lancia l'allarme agricolo: "Rischio chiusura per 50 aziende"

Circa il 10% dei terreni coltivati sottratti a quello che è "uno dei polmoni agricoli più importanti della Liguria", con circa 50 aziende che sarebbero costrette a chiudere lasciando a casa centinaia di lavoratori.

Sono questi gli effetti previsti da Coldiretti Savona qualora venisse realizzato il cosiddetto "Raddoppio Ferroviario di Ponente" tra Finale e Andora, presentati nel pomeriggio alla Terza Commissione Regionale dai vertici della confederazione provinciale, rappresentati dal presidente Marcello Grenna.

Il progetto prevede lo spostamento della ferrovia dalla linea costiera all’entroterra, a una distanza di 5km rispetto all’attuale posizione, e il nuovo tratto ferroviario lungo 32km porterebbe anche allo scavo di nuove gallerie per un totale di 25km, "con il problema di collocamento del materiale di risulta ed evidente aumento del rischio idrogeologico per il territorio" affermano da Coldiretti.

"Inoltre, bisogna considerare non solo lo spazio che sarà occupato dalla nuova linea, ma anche tutto il terreno che verrà sottratto durante le fasi di realizzazione per i cantieri, il deposito del materiale da costruzione, e le vie di transito che dovranno essere costruite per i camion" aggiungono. 

Insomma, un intervento che Coldiretti definisce "inaccettabile anche a fronte dei nuovi scenari che sta vivendo l’Europa con il conflitto russo-ucraino, in conseguenza del quale si sta verificando la necessità di reimpiegare nuovi terreni per incrementare la produzione agricola e diventare più autosufficienti riducendo le importazioni".

“Oggi abbiamo avuto l’occasione di ribadire la nostra contrarietà a questo progetto - spiegano il presidente Grenna e il direttore Antonio Ciotta - un’opera che porterebbe alla distruzione dell’operato di famiglie che da generazioni portano avanti tradizioni e cultura, traendo sostentamento dalla terra e generando indotto per il territorio savonese. Inoltre, proprio per il momento che stiamo attraversando, è inaccettabile che vengano sottratti altri preziosi terreni all’agricoltura, per un intervento che, peraltro, porterebbe solo svantaggi anche per cittadini, studenti e pendolari che ogni giorno utilizzano il servizio e che si troverebbero in una stazione lontana dal centro urbano, costretti poi a percorrere ulteriori chilometri a piedi o con altri mezzi".

Anche i sindaci del territorio hanno portato la loro voce in merito, anch'essi con un focus particolare sulle conseguenze per il settore agricolo.

"Stiamo portando avanti incontri con le associazioni di categoria volti proprio a portare, nelle sedi opportune come l'incontro tenutosi oggi, le istanze del territorio - spiega a margine della seduta il sindaco di Albenga, Riccardo Tomatis - Quello che ho voluto sottolineare oggi è stato innanzitutto l'aspetto del consumo di suolo agricolo che deve essere ridotto al minimo possibile. Per farlo la richiesta è che il tracciato si avvicini il più possibile all'attuale sede autostradale e che i lavori vengano realizzati con le tecnologie più avanzate e meno impattanti possibili dal punto di vista ambientale".

"Inoltre - aggiunge il primo cittadino ingauno - la richiesta/proposta che ho avanzato è stata quella di utilizzare lo smarino (il materiale di scavo per la realizzazione del nuovo tracciato) per effettuare il riempimento di alcune aree da destinare ad uso agricolo a compensazione di quelle che saranno perse aspetto molto importante per non perdere tutto quell'incontro positivo che le attività agricole generano sul nostro comprensorio".

Tra gli assenti da segnalare però il commissario Macello: "Posto che da inizio anno aspettiamo i tracciati definitivi e ancora non ci sono stati forniti, quindi ragioniamo su supposizioni senza alcun punto fermo - spiega il sindaco di Borghetto, Giancarlo Canepa - subiremo come comune, se ragioniamo in base alle proporzioni, il maggior impatto dal nuovo tracciato, dalla nuova stazione e, immaginiamo, dalla nuova viabilità. Pretenderò quindi anche un confronto del commissario col territorio".

Tra le perplessità e le criticità attenzionate ve n'è anche una con cui il territorio borghettino già in passato ha dovuto fare i conti, quello delle falde acquifere: "Quando sono state realizzate le gallerie dell'autostrade alcune di esse vennero 'tappate' con una certa superficialità. Su questo aspetto, accentuato dalla siccità, pretenderò particolare attenzione, ma anche sull'aspetto paesaggistico per evitare i avere, dopo anni di sforzo a ripulire l'immagine di Borghetto da città 'rapallizzata', un danno derivante da un ecomostro in una zona paesaggisticamente molto bella" continua Canepa.

Altra questione sollevata è quella della logistica relativa allo spostamento a monte di molte stazioni, proprio come quella della città delle Torri: "Gravi ripercussioni ci sarebbero, infine, sul settore turistico con un’evidente scomodità per i visitatori intenzionati a raggiungere la città di Albenga - concludono Grenna e Ciotta - Non ci opponiamo al raddoppio della linea ferroviaria ma sicuramente non è accettabile la soluzione dello spostamento nell’area adesso prevista”.​

Redazione

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