A margine della visita per l'apertura del nuovo centro Ictus all'ospedale San Paolo di Savona, l’assessore regionale alla Sanità Angelo Gratarola è intervenuto anche sulla vicenda dell’ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte.
“Questo nosocomio rappresenta una straordinaria risorsa – ha sottolineato – all’interno della quale sono presenti il Punto di Primo Intervento (PPI) attivo dodici ore al giorno, l’Ospedale di Comunità, la Casa di Comunità e la Centrale Operativa Territoriale, oltre a numerose attività ambulatoriali di tipo specialistico medico e diagnostico e la dialisi territoriale. Entro la fine dell’anno partirà anche la riabilitazione con dieci posti letto e quattro di day hospital, nel 2023 è prevista l’attivazione della chirurgia ambulatoriale oltre ad altre attività, attualmente in fase di perfezionamento. Tutto questo grazie ad un investimento di oltre 10,5 milioni di euro su quel presidio ospedaliero, anche attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.
“A fronte di questa offerta, che siamo certi possa garantire una risposta efficace fino al 90% dei bisogni sanitari dei residenti della valle, legati in grandissima parte alla bassa e media complessità, – prosegue Gratarola - le caratteristiche dell’ospedale non sono tali da garantire un pronto soccorso che necessita di strutture chirurgiche mediche, diagnostiche, cardiologiche, anestesiologiche intensivistiche e altre figure specialistiche”.
“Senza queste funzioni – sottolinea l’assessore alla Sanità - il Pronto Soccorso perde la sua valenza nella sua visione moderna e rischierebbe di fornire rassicurazioni effimere per la popolazione, generando pericolosi ‘pit stop’ per patologie importanti che necessitano invece di centralizzazione immediata nei Dea di primo livello di Savona e nel Dea di secondo livello di Pietra Ligure”.
Sulla gestione dei pronto soccorso c’è poi la questione degli organici: “Il mantenimento di un pronto soccorso – spiega Gratarola - necessita di un organico medico e infermieristico che attualmente è di fatto introvabile sul mercato del lavoro. Oggi è già importante e strategico mantenere attivi i Pronto Soccorso presenti sul territorio ligure. La carenza drammatica di medici dell’urgenza a livello nazionale – conclude - è l’elemento più importante che il mondo sanitario italiano deve e dovrà affrontare nel prossimo futuro anche attraverso strategie contrattuali locali e nazionali”.





