Economia - 21 febbraio 2023, 19:29

Inverno demografico e difficoltà infrastrutturali non abbattono il savonese: dati positivi per il 2022 degli industriali provinciali (FOTO e VIDEO)

L'assemblea annuale dell'Unione Industriali disegna la situazione economica dell'anno passato con una prospettiva sul futuro: "Alle istituzioni chiediamo di avviare i cantieri necessari"

"Valorizzare i punti di forza, la grande capacità di resilienza, il coraggio di imprenditori di questo territorio che hanno continuato a investire, produrre ed essere competitivi".

E' questo il messaggio lanciato dagli industriali savonesi riunitisi nell'assemblea annuale per disegnare la situazione economica della nostra provincia a tutto il 2022 e tracciare quelle linee guida ritenute indispensabili per continuare a mantenere alto, nonostante le difficoltà che non mancano, il livello di competitività di un territorio che nella previsione di crescita del valore aggiunto 2023 sull'occupazione si piazza al secondo posto in Italia dietro solo al milanese e a pari passo col veronese.

Guardare al domani con determinazione è quindi l'obbiettivo posto non solo agli operatori economici ma anche alle istituzioni presenti in gran numero nella Sala della Sibilla, davanti ai vertici savonesi e nazionali di Confindustria, col presidente nazionale Carlo Bonomi in prima fila.

Questo perché la base di partenza, ferme restando alcune carenze, è comunque apprezzabile. L'area savonese è caratterizzata da una presenza industriale ancora forte grazie ad alcune manifatture leader di prodotto e una rete di pmi che continuano a investire e assumere, nonostante le ormai tristemente note vertenze industriali di spessore per le quali si attendono ancora risposte, un turismo migliorabile nell'offerta ma comunque creatore di ricchezza sia in termini occupazionali che di valore aggiunto, e una logistica fornita di due scali portuali ad alta produttività e volano di attrazione per insediamenti produttivi.

Due sono però le spade di Damocle incombenti sul tessuto economico locale. La prima è l'inverno demografico: la nostra risulta essere la provincia "più vecchia d'Italia" con pochi giovani sul territorio, anche a causa di una fuga verso le grandi città per lo studio senza ritorno post laurea. Anche quest'ultimo elemento contribuisce, secondo l'analisi dell'Unione Industriali, a un mismatch tra le competenze richieste dalle imprese e quelle offerte dal mercato del lavoro: pur creando 23mila nuovi posti, 9mila rischiano di rimanere "scoperti", in buona parte nei settori trainanti dell'industria.

Questi sono però temi legati al resto del Paese: per questo il savonese, secondo l'Unione Industriali, può essere un laboratorio per comprendere cosa serve per favorire una "rinascita" dei territori non metropolitani. La sostenibilità economica e sociale della provincia dipende da una discreta qualità della vita, connessioni digitali accettabili, servizi sanitari, sociali e educativi migliori e più capillari, efficienti trasporti pubblici su gomma e rotaia, e infrastrutture di grande scorrimento: tutte precondizioni per una competitività e attrattività del territorio, ritenute essenziali per permettere la realizzazione di un ecosistema favorevole alla crescita e alla creazione di impresa, mantenendo una buona vivibilità del territorio, sia per il turismo, sia per tutti coloro che lo vivono e lavorano.

"Il 2022 in termini percentuali di produttività è la seconda provincia italiana dopo Milano - ricorda il presidente degli industriali savonesi, Angelo Berlangieri - Ricostruire, costruire correggendo i difetti e le problematiche, tutti quei prerequisiti, quelle condizioni che servono per poter ripartire, per dare rinascita, sviluppo e vita al sistema produttivo. Se si vuole si può fare, questo è il messaggio alla politica. È finito il tempo dell’attesa: dateci le infrastrutture che ci servono per vivere e sopravvivere".

Questa è infatti l'altra grande criticità della nostra provincia. Oltre a doversi migliorare in quei servizi finora comunque non definiti insufficienti (educazione e infanzia, infrastrutture scolastiche e digitali, sanità) gli industriali savonesi non hanno mancato di sottolineare la carenza di collegamenti con le aree interne rispetto alle direttrici nazionali e l'assenza di dotazioni autostradali adeguate.

Se i porti sono il vero punto di forza del savonese, la nostra provincia si piazza al 50esimo posto nazionale nel combinato degli indici qualitativi e quantitativi. Per sfruttare al meglio la strategicità degli scali portuali, come ha sottolineato il direttore di UISV Alessandro Berta, bisogna risolvere le criticità nei collegamenti con le reti stradali e ferroviarie e con le aree retroportuali.

"Servono l’ammodernamento e la semplificazione del Paese, la creazione di una rete efficiente ed efficace territoriali di servizi sociosanitari, educativi-formativi, per l’infanzia. Abbiamo bisogno che questo gap infrastrutturale che riguarda sia l’infrastrutturazione digitale, sia strade e ferrovie venga risolta. Lo stiamo soffrendo da troppo tempo. Ci aspettiamo che non si perda più tempo, che i progetti vengano approvati, finanziati e quindi aperti i cantieri. Devono essere gli anni del fare" ha ribadito con forza ai nostri microfoni il presidente Berlangieri.

Gli interventi da realizzare, indicati nell'assemblea, sono ben noti e condivisi "prova ne é la concertazione che ha portato le istituzioni savonesi a predisporre le schede che compongono il Programma Regionale Integrato per le Infrastrutture, la Mobilita e i Trasporti (PRIIMT)" ha aggiunto Berlangieri.

Si parla quindi di digitalizzare capillarmente il territorio con particolar riguardo alle aree interne, completare l'Aurelia Bis e progettarne il secondo lotto, costruire il nuovo casello di Bossarino sulla A10, finanziare e avviare l'iter per la realizzazione della variante A6 dal km 118 al casello di Altare così come il raddoppio ferroviario di Ponente da Finale Ligure ad Andora, avviare lo studio preliminare di fattibilità della bretella Carcare/Predosa, effettuare l'upgrade della linea ferroviaria Savona/Torino, completare le opere viarie e ferroviarie di ultimo miglio per l'accesso ai porti di Savona e Vado realizzando il sistema delle aree Buffer Savonesi e avviando la ZLS vadese.

"Savona chiama Italia per costruire il futuro al tempo delle grandi crisi e delle altrettanto importanti opportunità, un tempo in cui si può basta volerlo" ha chiosato Berlangieri nel suo messaggio a colleghi e istituzioni.

L. Parodi - M. Pastorino