Se per la vicina Pietra Ligure ospitare il cuore di una tappa mondiale delle World Series di enduro si è trattato di una vera e propria prima volta, anche per Finale Ligure è stato tempo di inediti lo scorso fine settimana.
Tra data scelta, tipo di gara e sede dell'evento, anche la UCI Marathon World Cup del 4 giugno, all'interno del ponte feriale dovuto alla Festa della Repubblica, con base a Finalborgo, si è presentata come un inedito.
Circa mille iscritti alla prova tra professionisti e partecipanti alla gara "open", ventisette nazioni rappresentate e un indotto di presenze vicino alle 6mila persone tra pubblico, addetti ai lavori e gli entourages degli atleti.
Questi i numeri di un evento riconosciuto e seguito a livello globale che ha visto Finale col suo nome concentrare lo sforzo dei Comuni attraversati dagli oltre 100 km di percorso dalla costa all'entroterra, da Vado e Quiliano a Mallare passando per il Finalese e il Golfo dell'Isola.
"Sono doverosi innanzitutto i ringraziamenti ai colleghi amministratori, la cui collaborazione è stata fondamentale per arrivare a questo ottimo risultato - afferma l'assessore allo Sport finalese, Massimo Rescigno -. Non so dire se ci si potesse aspettare di meglio o di peggio, sicuramente è stato un successo portare nuovamente Finale sul tetto del mondo, una soddisfazione fino ad anni fa impensabile".
"Bisogna poi ringraziare chi da anni si dedica a questo, perché tutto sembra semplice ma non lo è - aggiunge - noi da mesi collaboriamo con le associazioni e gli organizzatori senza i quali non si sarebbe potuto fare nulla. La soddisfazione c'è, vogliamo che questo percorso continui e cercheremo di migliorarci, di dare in futuro meno disagi possibili ai cittadini ma siamo comunque consapevoli che tutta questa visibilità possa far solo che bene a tutta Finale, a un territorio scoperto ormai da tutto il mondo".
Diverse sono comunque state le obiezioni sollevate nell'organizzazione della tappa mondiale. Dai parcheggi, in un territorio già messo a dura prova dal turismo balneare in questo specifico ponte, fino alla gestione dei flussi di traffico. "Ai cittadini bisogna dire grazie, quando si organizzano determinati eventi emergono determinate problematiche - aggiunge Rescigno - Era prevedibile che la scelta di questo ponte potesse essere fonte di critiche, purtroppo non abbiamo potuto scegliere, la decisione è arrivata dall'UCI. Senza adeguarci avremmo potuto perdere la possibilità di ospitare il mondiale anche negli anni a venire. Siamo consapevoli avrà un ritorno veramente notevole con un giro di affare e di turisti in aumento di anno in anno".
L'auspicio è quindi quello di continuare anche nel futuro a esser chiamati a far parte del calendario iridato del ciclismo fuoristrada. Perché il Finalese e la Riviera di Ponente sembrano restare davvero graditi agli atleti: "A oggi, dove tutto è finito, abbiamo la conferma di atleti che vogliono fermarsi per continuare a girare nei percorsi, ben puliti e ben organizzati".





