Un piano dalle intenzioni, almeno sulla carta, ineccepibili ma dal quale si attende il passaggio dalle parole ai fatti invertendo la rotta degli ultimi anni dove si è verificato un "progressivo e costante depotenziamento del Santa Corona".
Arriva a circa ventiquattr'ore di distanza, con la mente quindi ben lucida e non condizionata dal momento, il commento dell'Amministrazione pietrese sull'incontro svoltosi ieri a Savona tra sindaci e rappresentanti dei distretti savonesi con l'assessore regionale Gratarola e il direttore di Alisa, il professor Ansaldi, dove al centro vi era il Piano Socio Sanitario Regionale '23/'25 ligure.
«Insieme ai sindaci rappresentanti dei distretti e dei Comuni sede di presidi ospedalieri, abbiamo ribadito l'opportunità di inaugurare una nuova fase di una costante interlocuzione con la Regione, sul tema socio sanitario, come utile strumento democratico di confronto» ha commentato in una nota il primo cittadino pietrese insieme al consigliere delegato alla Sanità Pubblica e ai rapporti con l’ospedale Santa Corona Gianni Liscio.
«Pur accogliendo positivamente questo incontro - affermano quindi De Vincenzi e Liscio - abbiamo rimarcato alcune perplessità circa la messa a terra di questo piano sanitario, ineccepibile nelle intenzioni ma dal quale ci si aspetta molto. Abbiamo apprezzato alcune dichiarazioni dell'assessore, tra le quali il mantenimento del punto nascita a Pietra Ligure e la conferma del DEA di secondo livello, seppur con tante deroghe ma non abbiamo potuto esimerci dall'evidenziare il progressivo e costante depotenziamento del Santa Corona nei decenni, benché i piani socio sanitari dicessero cose di segno opposto».
«Insieme agli altri amministratori, abbiamo, infine, documentato quali fossero le varie criticità del nostro territorio, auspicando quindi che si possa portare avanti una nuova fase di confronto e di interlocuzione costruttiva con l'amministrazione regionale» chiosano i due amministratori pietresi.





