L’opuscolo contiene semplici e preziosi consigli per prevenire o per affrontare in maniera adeguata i piccoli imprevisti che possono succedere durante le vacanze estive, senza usare rimedi della tradizione popolare. Nel caso di punture di api,vespe o calabroni il consiglio dei medici dell'Asl è raschiare l'ago con una lama smussata o un ago, senza usare pinzette o unghie; disinfettare poi la zona con amuchina, acqua ossigenata o euclorina e fare impacchi di ghiaccio. Ma se la persona punta è allergica è meglio rivolgersi al medico o all'ospedale. Pe rle zecche meglio non tentare di schiacciarle con le mani, né di rimuoverla tirandola dopo averla afferrata con le dita .
"È consigliabile – spiega l'Asl -ricorrere a delle piccole pinze con le quali afferrare e stringere la testa e le mascelle della zecca il più vicino possibile alla pelle. In alternativa un filo molto sottile può essere stretto anch’esso il più vicino possibile alla pelle. La trazione deve essere costante e non violenta, finché la zecca molla la presa. Se invece si è staccato l’addome ed è rimasta infissa la testa, questa va rimossa con un ago come si fa per le schegge, anche se a questo punto la zecca non è più pericolosa per la trasmissione di malattie. La zona va normalmente disinfettata".
Per i ricci di mare è consigliabile invece la disinfezione con acqua ossigenata. Gli aculei vanno asportati con un ago o, se sporgenti, con una pinzetta cercando di non spezzarli e raggiungendo l’estremità più profonda. Contro le vescicole causate dal contatto con le meduse bisogna invece usare acqua salata e possibilmente calda perché impedisce alle vescicole rimaste sulla pelle di scoppiare e rilasciare dell'altro liquido urticante, senza strofinare. Al contrario di quanto si pensa è sconsigliato disinfettare con ammoniaca, alcool o aceto, mentre è più utile un gel al cloruro d'alluminio.