Politica - 08 settembre 2023, 11:18

Rigassificatore, Europa Verde Liguria replica a Toti: "Grave etichettare come antiscientifico ciò che è politicamente scomodo"

"La valutazione dei rischi non va banalizzata", aggiungono Simonetti e Brescia

"Etichettare le dimensioni del rischio di incidente di un rigassificatore come ipotesi da terrapiatisti o novax non cancella la verità scientifica. Siamo consapevoli dell’importanza di basare le decisioni politiche su presupposti scientifici corretti, per questo riteniamo particolarmente grave etichettare come antiscientifico ciò che è solo politicamente scomodo". Simona Simonetti e Marco Brescia di Europa Verde – Verdi Liguria replicano al presidente della Regione Giovanni Toti. 

"La Golar Tundra ha una capacità di stoccaggio GNL di 170.000 m3, l’incidente di Bologna Borgo Panigale (1 morto, 145 feriti) che ha fatto collassare il ponte dell’autostrada è stato causato da un quantità di 48 m3 di GPL, l’incidente della stazione di Viareggio (13 morti, 50 feriti) è stato causato da una quantità 35 m3 di GPL quindi possiamo dedurre che un rigassificatore o una nave metaniera hanno un potenziale energetico 3000 volte maggiore di quello di Viareggio e o di Bologna. Un possibile evento catastrofico, sebbene poco probabile avrebbe conseguenze devastanti che non vanno minimizzate". 

"Nel 2004 il governo degli Stati Uniti ha richiesto ai Sandia National Laboratory, una delle massime autorità scientifiche statali per la sicurezza nucleare e chimica, di studiare i potenziali scenari in caso di incidente o attacco terroristico ad una nave metaniera, studi che sono stati presentati al congresso americano. Gli scienziati statunitensi hanno formulato un quadro che, tra la formazione di “piscine di fuoco” e nubi di metano gassoso, prevede l'interessamento di aree, circostanti alla nave, estese per alcuni chilometri e molto variabili in base al vento. Questi studi scientifici non provengono da terrapiattisti quindi,  ma dai i migliori scienziati al servizio del governo degli Stati Uniti e rendono estremamente preoccupante la vicinanza di queste strutture agli abitati come prevede il caso di Savona e Vado Ligure". 

"Sappiamo che questi incidenti sono rari ma assolutamente non impossibili e ciò impone che gli impianti siano intrinsecamente sicuri  mediante un'adeguata distanza dai centri abitati come del resto è stato fatto negli anni passati per gli altri due rigassificatori fuori costa italiani posti a decine di chilometri dalla riva. Non ci dimentichiamo che, anche con le migliori premesse, gli incidenti capitano, seppur imprevisti ed inattesi, come ha dimostrato Fukushima. Sappiamo anche che le collisioni in mare sono frequenti e possono avere risultati catastrofici come nel caso della Moby Prince e che bastano quantità  infinitamente minori di gas per scatenare l'inferno come è accaduto a Viareggio". 

"La costa Savonese, poi, ha già pagato il suo tributo ambientale al traffico energetico con l'incendio e l'affondamento della petroliera Haven. I liguri hanno già pagato la superficialità e la sottomissione agli interessi economici con il ponte Morandi. La valutazione del rischio del rigassificatore non va banalizzata", concludono. 

Comunicato stampa


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