Eventi - 29 ottobre 2023, 18:09

Savona, l'1 novembre la cerimonia in ricordo dell'eccidio di 6 patrioti uccisi nel 1944

Il 1 novembre 1944 le Brigate Nere e i San Marco organizzarono la rappresaglia nel bastione meridionale della Fortezza del Priamar, alla stessa maniera del "Natale di Sangue del 1943"

Savona, l'1 novembre la cerimonia in ricordo dell'eccidio di 6 patrioti uccisi nel 1944

Mercoledì 1 novembre si svolgerà la Cerimonia in ricordo dell’eccidio dei sei patrioti savonesi uccisi il giorno dei Santi del novembre 1944 (Giuseppe Baldassarre di anni 26 "Fedo", Pietro Cassani carabiniere di anni 39, Luigia Comotto di anni 68, Paola Garelli sappista "Mirka" di anni 28, Franca Lanzone "Tamara" di anni 25, Stefano Peluffo capo del fronte della Gioventù di anni 18 "Mario" e Penna" decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare), come rappresaglia voluta dai fascisti a seguito dell'azione partigiana del 30 ottobre 1944 in cui venne giustiziato Giorgio Massabò membro del Tribunale Speciale Fascista.

Naturalmente la rappresaglia andò a colpire patrioti arrestati in precedenza, da pochi giorni, ma quelle porche ore, in quei pochi giorni vi era stato il trattamento usuale da parte dei fascisti, minacce, botte, torture fisiche e il coinvolgimento dei famigliari, per costringere i patrioti a parlare a dare informazioni o nomi di altri partigiani; nessuno parlò tutti eroi fino alla fine.

Il 1 novembre 1944 le Brigate Nere e i San Marco organizzarono la rappresaglia nel bastione meridionale della Fortezza del Priamar, alla stessa maniera del "Natale di Sangue del 1943" dove trucidarono sette patrioti al Forte della Madonna degli Angeli e del 5 aprile 1944 in Valloria (nel piazzale interno dell'attuale ospedale San Paolo), dove la rappresaglia dei nazifascisti colpì 13 patrioti.

La Città di Savona non ha mai dimenticato il sangue versato dai combattenti partigiani, morti nei campi nazisti deportati il 1 marzo 1944, quando i lavoratori delle fabbriche sfidarono con lo sciopero l'occupante nazifascista, ecco perché l'ANPI Provinciale di Savona, l'ISREC "Umberto Scardaoni" e l'ANED di Savona e Imperia hanno voluto organizzare questa importante Cerimonia, con il seguente programma:

Ore 9; deposizione di una corona di alloro alla lapide posta nel giardino dell'Asilo Regina Margherita;

Ore 9.30 deposizione di una corona di alloro al monumento posto nel luogo della fucilazione all'interno dell'Area Portuale di Savona

Saluto del Sindaco della Città di Savona Marco Russo

Saluti Istituzionali

Orazione Ufficiale in ricordo dei sei fucilati del 1 Novembre 1944 da parte del Prof.re Alberto De Bernardi dell'Università degli studi di Bologna

"Perché oggi a distanza di più di 80 anni è necessario non dimenticare?Perché dobbiamo portare avanti la Memoria per le giovani generazioni, al fianco delle Istituzioni libere e democratiche nate con la Costituzione antifascista frutto della vittoria della Resistenza che ha sconfitto il fascismo, e sopratutto per ricordare, a chi ancora oggi vorrebbe fare passare l’idea che il fascismo sia stata una dittatura "all'acqua di rosa", che il regime Mussoliniano è stato il male maggiore per il nostro Paese, che il fascismo è stato quello che ha rinchiuso nelle carceri gli oppositori politici, distrutto i sindacati assaltato le camere del lavoro, cancellato la libertà di stampa e la democrazia nel nostro Paese e in Europa alleandosi con la Germania hitleriana. In questo modo vogliamo ribadire che senza il pilastro cardine dell'antifascismo la Memoria rischia di essere cancellata, ed è necessario, come più volte ribadito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella 'Il 25 aprile fu lo sbocco di un vero e proprio moto di popolo: la qualifica di "resistenti' va estesa non solo ai partigiani, ma ai militari che rifiutarono di arruolarsi nelle brigate nere e a tutte le donne e gli uomini che, per le ragioni più diverse, rischiarono la vita per nascondere un ebreo, per aiutare un militare alleato o sostenere chi combatteva in montagna o nelle città".

Comunicato Stampa

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