Attualità - 11 novembre 2023, 15:00

La protesta contro il rigassificatore in piazza Sisto: "Oggi siamo 3.000 e non ci fermeremo"

I cittadini del Savonese e le associazioni contrari all'impianto si sono ritrovati in piazza Sisto, dopo il corteo partito da Piazza Mameli, per ribadire la contrarietà al progetto di Snam

La protesta contro il rigassificatore in piazza Sisto: "Oggi siamo 3.000 e non ci fermeremo"

Protesta dura e ad oltranza. Il Savonese non vuole la nave rigassificatrice Golar tundra davanti alle coste di Vado e Savona. Lo dice a gran voce da mesi, da quando è iniziata la mobilitazione contro il progetto: la maxi catena nelle spiagge del savonese e davanti all'isola di Bergeggi, la protesta sotto l'Unione Industriali, il palazzo della Regione e la Provincia, il "funerale" dai Marinella allo Scaletto e questo pomeriggio il corteo con partenza da Piazza Mameli fino a Piazza Sisto. Tremila persone che a gran voce hanno ribadito il loro no.

Lo hanno fatto con tenacia, caparbietà, ironia tramite cartelli, slogan ora anche poesie e canzoni per fare arrivare al commissario Toti tutta la contrarietà di un intero territorio che va dalla costa all'entroterra. Il primo a parlare sul palco Franco Zunino di Arci.

"Questa è una una battaglia trasversale – ha detto Franco Zunino - che unisce tutti i cittadini del comprensorio, al di là di appartenenze e orientamenti politici. Una battaglia che pensiamo sia fondamentale per la tutela della qualità della vita del territorio della salute della sicurezza e di un progetto di sviluppo sostenibile non incatenato alla pesante zavorra per oltre un ventennio delle fonti fossi a cui verrebbe condannato se questo progetto venisse realizzato. Eventuali compensazioni economiche non sono accettabili. Il modo in cui il presidente della Regione ha apostrofato i cittadini del comprensorio come terrapiattisti è vergognoso, zoticoni che si oppongono alle sorti mirabolanti di progresso. Tutti assieme ce la possiamo fare a fermare questo assurdo e pericoloso progetto".

Sul palco anche i sindaci di Quiliano Isetta, di Bergeggi Rebagliati, di Carcare Mirri, di Albissola Nasuti e il sindaco di Savona Russo. “E' bellissimo trovarci qua così tanti – ha detto Russo – in questa piazza che rappresenta tutti i comuni del territorio. Oggi siamo di nuovo in tantissimi qua a ribadire la nostra posizione. Tutto questo racconta un territorio che ha dato una grande dimostrazione di maturità e consapevolezza, capace di compattarsi intorno ai temi fondamentali che lo riguardano".

"Racconta un territorio - ha continuato Russo - che è capace di misurarsi coni grandi temi nazionali e internazionali ed è capace di capire se un progetto è giusto o sbagliato. E questo è sbagliato. Un territorio non si limita a guardarsi allo specchio e che se gli viene proposto un progetto sbagliato è capace di alzarsi e dirlo, senza calcoli, senza timidezza, senza tentennamenti. Un territorio che, se capisce che un progetto gli viene imposto dall'alto non per presunte esigenze nazionali ma per calcoli particolari, è disposto a dire che non ci sta. Questo progetto è innanzitutto lacunoso, a dimostrazione della fretta e superficialità con cui è stato messo a punto. E' sbagliato in radice e guarda indietro e non avanti rispetto alle sfide energetiche”.

Gli attori Giorgio Sacarmuzzuino e Simonetta Guarino hanno affrontato il tema del rigassificatore con l'ironia, il primo leggendo una poesia scritte da Mimmo Lombezzi sul rigassificatore e con un intervento sulla vicenda del rigassificatore e la carriera del Commissario Toti, preceduto da quello della Guarino dando una sua interpretazione della vicenda, entrambi facendo leva sull'ironia, doppi sensi e prese in giro.

Ha chiuso l'incontro e Alessandro Giannì, di Greenpeace Italia. “Ho avuto modo di vedere carte della Golar Tundra – ha detto Gianni - perché Greepeace e Wwf hanno fatto un ricorso su Piombino. In quelle carte ce n'è una molto interessante. I certificati della nave dicono che non può navigare se non è o completamente piena o completamente vuota. Se è a meta si crea un'onda dentro che spacca le paratie e fa un danno grave. E quando ho letto mi sono chiesto: ma dove potrà andare, in quale porto potrà andare una nave simile? Qui non la voglio mettere in un porto ma nel mare".

"Questo è un impianto industriale a rischio Seveso - ha proseguito - . Perché il nostro mare deve essere un sito industriale? Perché il Santuario dei cetacei deve diventare il Santuario del rigassificatore?. Questo è pericoloso perché vuol dire che nel nostro mare ci possono mettere di tutto. Siamo indifesi: o ci difendiamo noi o non ci difende nessuno. E' quello che stiamo facendo qui. Stiamo facendo un atto di autodifesa perché non ci fidiamo di queste persone. Non possiamo fidarci è questo il punto. Dopodichè ci diranno terrapiattisti, i ragazzi che protestano per strada li criminalizzano ma noi dobbiamo resistere perché ci teniamo a questo pianeta. Noi non siamo soli”. Alla fine c'è stato il concerto con i Pulin and the little mice e Musicarte.

Luciano Parodi e Elena Romanato

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