"Gli uffici regionali del settore commercio smentiscono quanto detto dal sindaco: le attività culturali, come l'acquarello o la presentazione di libri, si possono svolgere nelle attività commerciali". A dirlo sono i consiglieri comunali Giuseppe Grisolia, Carlo Pansera ed Eleonora Caruso del gruppo di minoranza minoranza "Altare con Noi, Insieme".
"Abbiamo chiesto qualche chiarimento dopo quanto accaduto nei mesi scorsi. Le associazioni e i commercianti sono in piena regola se vogliono svolgere queste attività".
"La normativa e la programmazione regionale consentono le attività collaterali alla somministrazione di alimenti e bevande negli esercizi SAB, tenuto conto dell'importanza valenza sociale, culturale, inclusiva e di convivialità rivestita dagli stessi, specie nei piccoli comuni", commentano dall'opposizione.
Sono autorizzate anche attività accessorie come l'uso di apparecchi radiotelevisivi, impianti sonori per la musica strumentale o dal vivo, giochi conformi alle normative vigenti e intrattenimenti musicali senza ballo. Queste attività possono essere svolte contemporaneamente alla somministrazione, a condizione che non trasformino i locali in spazi per spettacoli o intrattenimenti pubblici, non richiedano un pagamento per l'ingresso e non comportino aumenti dei costi delle consumazioni rispetto ai prezzi esposti.
La lettura di favole ai bambini possono rientrare in queste attività accessorie, purché siano rispettati i limiti di capienza del locale e le altre condizioni menzionate. Per quanto riguarda i requisiti professionali per l'esercizio delle attività commerciali nel settore alimentare e della somministrazione di alimenti e bevande, la Regione evidenzia che il tema non incide direttamente sulla questione delle attività culturali all'interno degli esercizi commerciali.
"Le associazioni e le attività commerciali troveranno sempre il nostro supporto, poiché queste attività sono sono fondamentali per i nostri bambini e per la società", concludono dal gruppo di opposizione.





