Test del Dna soluzione interessante ma difficilmente praticabile, controlli tradizionali spesso insufficienti. Provarci quindi con un'ampia campagna di sensibilizzazione che coinvolga diversi attori e, al tempo stesso, migliorare la pulizia delle strade.
Ha diverse sfaccettature secondo Marco Perlo di Condacons Savona la problematica dell'abbandono di deiezioni canine salito alla ribalta in questi giorni nella Città della Torretta dalla proposta del consigliere di opposizione Orsi di far eseguire il test genetico sui pelosi come già fatto dall'Alto Adige.
"Credo che maggiori controlli, anche in borghese, servano poco - esordisce Perlo - La quantità maggiore di deiezioni abbandonate capita la sera tardi o al mattino prestissimo, pertanto fuori da controlli sia di vigili che di personale Enpa".
L'idea del Dna? "Non è male, a parte il costo che non dovrebbe essere a carico del proprietario semmai al 50%: 25 euro sarebbero, al di là del principio, più accettabili. Ci sarebbero, secondo me, alcuni punti che ne renderebbero difficile l'attuazione come la questione dei cani dei senza tetto, spesso senza guinzaglio e di difficile identificazione. E, soprattutto a Santa Rita, ce ne sono. Poi istituire un centro per il prelievo del campione, come? Su richiesta, magari telefonica, del cittadino o su programmazioni che lascerebbero, per forza di cose, fuori gran parte del territorio, visto non potrebbero essere impiegate per questo più di una persona o al massimo due, con relativi costi a carico di? Comune? Sea-S? ASL?"
"Anche mettere a disposizione i sacchetti, potrebbe essere una buona idea - prosegue l'esponente dell'associazione di consumatori - ma sarebbe necessario che il cane lasci il suo regalo accanto al distributore, perché il proprietario che oggi non la raccoglie non credo vada al distributore e poi torni indietro. Senza contare che se fossero gratis, i distributori sarebbero vuoti, e se fossero a pagamento la gente dovrebbe uscire con una rasata di spiccioli. Io acquisto regolarmente i sacchetti e ti garantisco che il costo è estremamente modesto".
L'altra opzione pensata da Perlo sarebbe piuttosto quella di aumentare i cestini stradali gettacarte dove depositare i sacchetti usati: "Capita di fare centinaia di metri per trovarne uno", afferma.
In tutto questo dal Codacons sottolineano la necessità di dare un occhio ai costi. "Magari pulire le strade con le idropulitrici più spesso, o meglio, pulirle - dice Perlo - Il mese scorso è stato pulito un marciapiede di via Tasso e tutto il resto intorno niente".
Infine, l'idea è quella di lanciare una campagna di sensibilizzazione sul problema, "informando, insistendo" sostiene Perlo. Che conclude: "Spesso punire, sic et simpliciter, sortisce l'effetto contrario. Un sistema con il Dna, comportebbe una schiera quotidiana di prelevatori impensabile. Riapriamo le aree canine, facciamone di più, anche più piccole. Controlliamo i cani non censiti. E, soprattutto, coinvolgiamo, nel progetto del comune, le associazioni di volontariato a sensibilizzare, con incontri e/o altro, i proprietari a contribuire alla pulizia della loro città, proprio in quello che Sea-S non può fare".





