"Liberazione Almasri vergogna italiana". "Meloni ha liberato un criminale di guerra e contro l'umanità".
Queste le frasi impresse su due striscioni posizionati in Piazza Mameli a Savona questa sera per protestare contro la liberazione di Njeem Osama Almasri Habish, alto ufficiale della polizia giudiziaria libica.
Il 19 gennaio 2025, le autorità italiane lo avevano arrestato a Torino in esecuzione di un mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI) accusato di crimini contro l'umanità e crimini di guerra, inclusi omicidio, tortura, stupro e persecuzione, commessi nella prigione di Mitiga, Libia dal febbraio 2015 in poi.
E' arrivata però la scarcerazione poi con il rimpatrio con un volo di Stato.
"Le accuse includono sequestri, sevizie e trattamenti inumani ai danni di queste persone vulnerabili, spesso detenute in condizioni disumane. La CPI sostiene che Almasri abbia orchestrato e partecipato a queste violazioni, rendendolo un responsabile diretto della sofferenza e della morte di centinaia di migranti - dicono gli esponenti savonesi di Alleanza Verdi Sinistra - L'Italia ha da molti anni affidato alla Libia il ruolo di ostacolare la partenze di migranti dall’Africa con ogni mezzo accettando cinicamente i crimini contro l'umanità compiuti dalle milizie libiche. Oggi (ieri.ndr) ha compiuto l’ultimo passo diventando da collusa a complice".
"Vogliamo dire con forza al Governo che noi non vogliamo essere complici di crimini contro l’umanità e pretendiamo che il nostro Paese rispetti gli impegni presi con la Corte Penale Internazionale. Lanciamo un appello ai singoli cittadini, alle associazioni ed ai partiti ad unirsi a noi con i loro simboli per dare la maggiore forza possibile a tali richieste" concludono da AVS.
"Il 21 gennaio, la Corte d'Appello di Roma ha ordinato la sua liberazione a causa di una procedura di arresto ritenuta non conforme, poiché sarebbe mancata una comunicazione immediata al Ministero della Giustizia. Successivamente, il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha emesso un decreto di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato, e Almasri è stato rimpatriato su un volo di Stato in Libia, dove è stato accolto come un eroe al suo ritorno, con sostenitori che lo hanno festeggiato all'aeroporto di Mitiga" spiega Maria Gabriella Branca, Responsabile Nazionale Giustizia Sinistra Italiana.
"Non vi è dubbio che si tratta di un cavillo burocratico e che la decisione sulla sua liberazione è stata solamente politica. Il ministro della Giustizia avrebbe avuto strumenti sia per rimediare alla mancanza della sua “approvazione” all’arresto, sia per ordinare che venisse di nuovo arrestato dopo la sua liberazione" prosegue Branca.
"Ma Nordio non ha voluto ottemperare all’ordine della Corte Penale- spiega la Responsabile Nazionale Giustizia di Sinistra Italiana - con gravissime implicazioni: violazione degli obblighi internazionali: la mancata esecuzione del mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI) rappresenta una grave violazione degli obblighi internazionali dell'Italia ( l'articolo 1 della Legge 20 dicembre 2012, n. 237 che disciplina la cooperazione tra l'Italia e la CPI stabilisce che "lo Stato italiano coopera con la Corte penale internazionale conformemente alle disposizioni dello statuto della medesima Corte"); gestione opaca e decisioni politiche discutibili: la gestione del caso da parte del governo, evidenzia una mancanza di trasparenza nelle decisioni che hanno portato all'espulsione di Almasri, e tali azioni paiono motivate da interessi politici legati ai rapporti tra Italia e Libia, in particolare riguardo alla gestione dei flussi migratori (con quel Governo l’Italia ha dal 2017 un accordo per fermare con la violenza le persone migranti che tentano di arrivare in Italia via mare); liberazione di un pericoloso criminale: il Governo ha stabilito di liberare un individuo accusato di gravi crimini, compromettendo così la reputazione internazionale dell'Italia e la sua adesione agli obblighi derivanti dallo Statuto di Roma".
"Questa è una vicenda molto grave ed evidenzia una scelta politica deliberata, maturata in seno al governo, di non dare seguito alla richiesta di consegna del criminale libico alla Corte Penale Internazionale" conclude.
Almasri "è stato liberato lo scorso 21 gennaio per inerzia del ministro della Giustizia che avrebbe potuto e dovuto, per rispetto degli obblighi internazionali, chiederne la custodia cautelare": lo ha affermato l'Associazione nazionale magistrati in una nota in cui replica alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che da Gedda aveva affermato che fosse stato "liberato, non per scelta del Governo, ma su disposizione della magistratura". Uno scontro quindi che non si è acceso solo nel mondo politico.






