Si è conclusa ieri con il finissage la mostra dell’artista savonese Claudio Carrieri dal titolo “La Venere del Basilico” nella Kèlyfos Gallery di Albissola Marina.
“Fin dal paleolitico, di cui la Venere di Willendorf è uno dei più antichi reperti, l’archetipo della bellezza femminile viene rappresentato da una tipica forma sinuosa ad anfora, simbolo di seduzione, fertilità e maternità".
È proprio a questa antica forma simbolica che Carrieri si ispira nelle sue opere in ceramica, realizzate con una delle più arcaiche tecniche di modellazione: il colombino.
Le sue Osmunde o Odalische sono diventate la sua cifra stilistica e sono installazioni presenti all’interno di luoghi pubblici o monumenti di molte città italiane, come alla Fortezza del Priamàr di Savona.
"La collezione di opere che sono state presentate nella mostra è una antica e nuova divinità protettrice, legata al tema della femminilità, generatrice di prosperità e bellezza. E' stata intitolata La Venere del Basilico, perché è il simbolo del nostro territorio ligure: la bellezza che nasce dalla terra, terra con cui qui da secoli si lavora la ceramica, terra da cui nasce il basilico della nostra Riviera” ha detto Monica Brondi curatrice della mostra.
La Venere del Basilico è un progetto che promuove la Liguria e il territorio e la loro inimitabile bellezza. Dalla terra nasce l’arte della ceramica, dalla terra nasce la cultura del basilico e l’arte del pesto.
Tanti i rappresentanti delle Istituzioni locali che sono stati presenti e che hanno dato il patrocinio all’iniziativa che valorizza insieme Ceramica e Basilico, due eccellenze del Savonese, dal Comune di Savona, che per tutta la durata della mostra ha ospitato nell’atrio del Comune in Piazza Sisto un’opera dell’artista Carrieri, al Comune di Albissola Marina che ha ospitato la mostra, al Comune di Celle e di Varazze dove ha sede l’azienda del Basilico Calcagno, al Comune di Albisola Superiore sede del Museo della Ceramica Manlio Trucco.
Anche il Consorzio di tutela del Basilico Genovese DOP, ente riconosciuto per la tutela e valorizzazione del Basilico Genovese DOP, coltivato secondo tradizione sul versante mare della Liguria, ha condiviso la filosofia della mostra.
“Riteniamo molto interessante l’opportunità di associare il valore simbolico e artistico-culturale della mostra all’effettivo legame del basilico con la Liguria garantito dal riconoscimento della DOP al Basilico Genovese - ha dichiarato Paolo Calcagno, Vicepresidente del Consorzio - Questa mostra è stata un’occasione anche per unire arte e informazione sul prodotto certificato: il Basilico Genovese DOP è un prodotto alimentare che per il consumo fresco si trova confezionato nei tipici bouquet contrassegnati dal marchio DOP”.
“La Venere del Basilico non è solo una collezione di sculture, ma anche un’icona della Liguria e un’opera d’arte, di design e di arredo. Proposte nei colori nero, bianco e cotto, lucide maiolicate o mat, le Veneri sono state realizzate interamente a mano, firmate e numerate, in diverse dimensioni, dalla mignon da 16 cm di altezza a quelle più grandi da giardino. Come sempre nel design, la forma diventa anche funzione: la base concava della scultura infatti può contenere la terra in cui piantare le piantine di basilico, che vengono irrorate attraverso i fori posti nel corpo della scultura” ha spiegato Claudio Carrieri.
All’evento di ieri pomeriggio erano presenti con una serie di curiosità, video e interventi su arte e basilico, oltre all’artista Claudio Carrieri e al Gallerista Gianluca Cutrupi: Giovanni Minuto, Direttore Generale Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola CERSA; Maurizio Sentieri, Nutrizionista e storico dell’alimentazione; Gianni Bottino, Responsabile del Consorzio di tutela del Basilico Genovese DOP; Monica Brondi, Storica dell’arte e ideatrice dell’evento. In conclusione spazio ad una degustazione di prodotti dell’azienda Calcagno di Celle Ligure.










