Sanità - 13 febbraio 2025, 07:48

Il bilancio del 2024 dell'Ostetricia del San Paolo: cesarei ridotti al 7% per le donne al primo parto

I dati illustrati dal primario Eugenio Volpi: "Risultati migliori rispetto al 2023"

Il bilancio del 2024 dell'Ostetricia del San Paolo: cesarei ridotti al 7% per le donne al primo parto

Si riducono i parti cesari delle donne al primo parto all'Ostetricia del San Paolo, ridotti al 7% (a livello nazionale nel 2024 il tasso di parti cesarei in primigravide si è attestao sulla media ponderata del 28,22% del totale) mentre i parti in analgesia al San Paolo sono stati tra il 25% e il 30% del totale. I dati sono rivelati al direttore della Struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia dell'Asl2 Eugenio Volpi. 

"Abbiamo abbiamo tenuto l'annuale riunione sui risultati dell'Ostetricia - spiega Volpi e abbiamo analizzato un gran numero di parametri per valutare se i risultati sono migliorati rispetto all'anno precedente. Obiettivamente i risultati del 2024 sono tutti stati migliori rispetto al 2023 con una diminuzione al 7% dei tagli cesarei nelle donne al primo figlio e con un con un numero di analgesie che si attesta intorno al 25%-30%. Questi risultati sono in linea con quanto i migliori centri possono vantare e credo che per noi sia un importante obiettivo raggiunto. Vorrei sottolineare che l'analisi dei risultati richiede che in primo luogo i dati vengano inseriti in database e che questo è una fase che richiede molto tempo". 

Risultati che Volpi condivide con il personale del reparto. "Devo ringraziare l'assiduo lavoro di tutte le ostetriche – conclude il primario dell'Ostetricia - che si sono applicate per molto tempo nella costruzione dei database, nella raccolta e nell'analisi dei dati. Sono molto orgoglioso di vedere le giovani ostetriche entusiaste del loro lavoro a ripensare quanto abbiamo fatto l'anno scorso".

Il parto in analgesia, detto anche “parto dolce” è stato interrotto nel 2020 in seguito al covid e reintrodotto nel 2023. Il parto in analgesia tra i Livelli essenziali di assistenza e che deve essere garantito dal Servizio sanitario nazionale, ma a Savona mancava dal 2020. In quell'anno il parto dolce era stato sospeso per la pandemia, quando gli anestesisti erano stati dedicati all'emergenza covid. Per il parto in analgesia, infatti, è necessaria anche la figura di un anestesista, con un'equipe, composta da medico ginecologo, anestesista, ostetrica, neonatologo e da personale infermieristico.

Elena Romanato

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