Continuano le polemiche riguardanti le numerose cartelle esattoriali inviate agli automobilisti del Savonese, ma anche di altre province e regioni, per il pagamento di multe che, in vari casi, risultano già saldate.
Una testimonianza emblematica arriva da una donna piemontese, che ha condiviso la sua esperienza attraverso la pagina social "Savona è": "Dopo varie peripezie, sono riuscita ad ottenere l'annullamento di un'ingiunzione di pagamento di 1842 euro (sì, avete letto bene!) per due infrazioni da 176,70 euro ciascuna (totale 353 euro), regolarmente pagate il 2 luglio 2019".
La donna spiega che l'annullamento non sarebbe avvenuto a seguito dei controlli incrociati promessi dall'incaricato allo sportello della Provincia, ma grazie alla sua tenacia: "Non avendo ricevuto risposte, abbiamo effettuato noi il 'controllo incrociato' a casa, ritrovando quei bollettini che, dopo quasi 6 anni, non pensavamo di trovare". Non si tratta di un caso isolato.
Un'altra signora, torinese, ha ricevuto un'ingiunzione di pagamento di 900 euro e racconta: "Ho perso molto tempo nella ricerca dei documenti cartacei e delle transazioni bancarie. Una volta trovati i pagamenti corrispondenti, li ho inviati al sito della provincia e ho ottenuto l'annullamento della multa. Tutto questo con apprensione, rabbia e sfiducia nello Stato e nei suoi organi".
Un'ulteriore testimonianza riguarda una sanzione di 54 euro, regolarmente pagata, per la quale è stata richiesta una somma di 264 euro nella cartella di pagamento. Anche in questo caso, l'annullamento è avvenuto solo dopo la dimostrazione dell'avvenuto pagamento.





