"L'attacco alla Seajewel avrebbe potuto trasformarsi in un disastro ambientale e sociale di proporzioni catastrofiche".
E' la Federazione Provinciale del PCI Savonese a commentare quanto accaduto dallo scorso 14 febbraio ad oggi nelle acque al largo di Savona-Vado con l'attacco alla petroliera, chiedendo al Governo garanzie sull'accaduto e sugli sviluppi.
"La petroliera trasportava infatti un carico altamente inquinante - ricordano - e se lo scafo fosse stato compromesso in modo più grave, il rilascio di greggio avrebbe devastato il litorale ligure e l'intero ecosistema marino dell'area, con conseguenze potenzialmente devastanti per l'ambiente e per l'economia costiera".
"Il Partito Comunista Italiano ritiene che la sicurezza nazionale, la difesa delle nostre infrastrutture marittime e portuali, così come la tutela dell'ambiente costiero - affermano quindi - devono essere obiettivi primari non negoziabili che richiedono una chiara e tempestiva risposta politica e diplomatica. Il silenzio del governo Meloni di fronte ad un atto terroristico così grave non è che la conferma dell'inadeguatezza dell'esecutivo nel perseguire gli interessi dell'Italia, della sicurezza del suo territorio e dei suoi cittadini. Pretendiamo quindi che il Governo risponda nelle sedi istituzionali chiarendo quali siano i dettagli conosciuti di questo attacco e il livello di coinvolgimento o responsabilità di altri Paesi".
"I cittadini - aggiungono dal PCI - hanno il diritto che sia data loro la garanzia assoluta che episodi di questa gravità non accadano più in futuro, che siano poste in essere iniziative a tutela della loro sicurezza del territorio in cui vivono, oltre che delle infrastrutture marittime e portuali strategiche per la nostra economia. Quanto accaduto non può essere occultato o minimizzato: la mancanza di un'azione immediata rischia di esporre l'Italia a ulteriori minacce inaccettabili".





